Reggio Calabria: 10 milioni sequestrati alla 'Ndrangheta

Una volante di pattugliaAmmonta a 10 milioni di euro il sequestro di beni effettuato stamattina dagli agenti della Squadra mobile Reggio Calabria nei confronti delle cosche Gallico e Bruzzise, operanti nei territori di Palmi e Seminara (Reggio Calabria).

Si tratta di immobili, imprese e società aventi sede nelle province di Reggio Calabria, Milano, Bergamo e Cremona, nonché di polizze assicurative e conti correnti. Destinatari del provvedimento di sequestro sono Antonino Ciappina, 37 anni, di Vibo Valentia e Matteo Gramuglia, 60 anni, di Palmi, già implicati nell'operazione "Cosa Mia" che aveva coinvolto i maggiori esponenti delle 'Ndrine dei Gallico-Morgante-Sgro'-Sciglitano di Palmi e quelle contrapposte dei Bruzzise-Parrello, protagoniste di una sanguinosa faida tra il 2004 ed il 2008.

Gli arrestati erano stati accusati all'epoca a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata e altri delitti contro il patrimonio, in particolare agli appalti legati all'ammodernamento del V macrolotto dell'autostrada A3 (tra gli svincoli di Gioia Tauro e Scilla), in relazione ai quali estorcevano alle ditte appaltatrici il pagamento di una tangente del 3% sull'importo fissato nel capitolato d'appalto nonché il rifornimento di calcestruzzo da aziende vicine agli ambienti mafiosi.

Non casuale il fatto che, nel dicembre 2005, in concomitanza con l'esecuzione dei lavori di ammodernamento dell'A3, la ditta individuale di Matteo Gramuglia, che per quasi trenta anni si era occupata esclusivamente del trasporto di legname, aveva cambiato attività iniziando a commerciare all'ingrosso materiale da costruzione, come ghiaia, sabbia e pietrisco provenienti da cave autorizzate.

Medesimo discorso per l'impresa individuale del figlio Vincenzo, che, nel 2006, modificava l'originario oggetto sociale, rappresentato dalla coltivazione di cereali e dal trasporto del legname, aggiungendo l'autotrasporto di cose per conto terzi.

23/05/2013
(modificato il 24/05/2013)