i nuovi distintivi di qualifica

Voleva combattere per l'Isis, arrestato "Foreign fighter"

Il momento dell'arrestoÈ indagato per reati previsti dalla nuova legge antiterrorismo il giovane marocchino di 25 anni arrestato all'alba di oggi dagli agenti della Digos di Cosenza con l'accusa di essere un "Foreign fighter" (in inglese: combattente straniero). L'operazione è stata coordinata dal Servizio centrale antiterrorismo. In particolare, al giovane viene contestata la volontà di addestrarsi alla preparazione di attentati.

L'indagato era regolarmente residente a Luzzi, un paese nel cosentino, e faceva il venditore ambulante. Era stato messo sotto la lente d'ingrandimento dagli investigatori dell'antiterrorismo dopo che nel luglio scorso era stato respinto alla frontiera dalla polizia turca che ne aveva evidenziato la pericolosità respingendolo per motivi di "sicurezza pubblica".

estremisti islamiciAl suo rientro in Italia il 25enne era stato fermato all'aeroporto di Fiumicino. Oltre al passaporto marocchino, aveva con sé solo uno zaino multitasche contenente un pantalone di tipo militare, una camicia, biancheria intima, un tappeto da preghiera, un libro in lingua araba, una pubblicazione dei Fratelli Musulmani sui comportamenti che deve tenere un buon musulmano secondo il Corano, due telefoni cellulari e 800 euro in contanti.

Da quel giorno il ragazzo è stato costantemente monitorato dagli uomini della Digos con appostamenti ed intercettazioni. L'indagine ha evidenziato un suo grande interesse per immagini, filmati e altri contenuti propagandistici riferiti all'Isis, pubblicati sui siti web visitati ogni giorno dal suo pc. Grande era l'attenzione che riversava su video di decapitazioni e di autoaddestramento militare, che scaricava quotidianamente.

L'indagine ha inoltre evidenziato come il giovane avesse iniziato ad abbracciare le posizioni più oltranziste dell'Islam, manifestando più volte il suo desiderio di andare a combattere in prima linea sotto le bandiere del califfato.

Elemento che ha ulteriormente insospettito gli investigatori è il fatto che a luglio l'indagato avesse un biglietto di sola andata e che la sua famiglia non sapesse del suo viaggio.

Tutti questi elementi hanno fatto presumere che lo straniero fosse pronto e determinato a raggiungere il fronte.

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25/01/2016
(modificato il 01/02/2016)