i nuovi distintivi di qualifica

dalla Guardia di Città al tramonto dello stato liberale

L'attività dei gruppi anarchici e gli attentati alla vita dei sovrani rendono evidente all'opinione pubblica l'inefficienza e l'inadeguatezza del Corpo di P.S. Dopo l'attentato Acciarito, durante il dicastero di Crispi, nel dicembre 1897, si era disposta la ristrutturazione del servizio di polizia di Roma predisponendo, con apposito provvedimento, il Corpo delle Guardie di Città della Capitale, formato da uomini in divisa e in borghese; provvedimento che verrà revocato nel 1901.
Nell'ottobre 1902 il Ministro dell'Interno Giovanni Giolitti e il Direttore Generale della P.S. Leonardi affidano a Salvatore Ottolenghi, insegnante universitario di medicina legale, la cura di un primo ciclo di lezioni di Polizia Scientifica applicata, rivolto ai funzionari di P.S. della capitale, che si svolge in un sala del carcere romano di Regina Coeli. Un decreto del Ministro dell'Interno dell'ottobre 1903 riconosce e sancisce l'attività della Scuola di Polizia Scientifica, che diviene una tessera obbligatoria e centrale nel complesso mosaico della formazione degli appartenenti, funzionari e agenti, alla Pubblica Sicurezza. Contemporaneamente la Scuola viene trasferita nella abolite Carceri Nuove in via Giulia, per trovare, poi, una stabile collocazione nello stabilimento penale delle Mantellate, annesso al carcere di Regina Coeli. Dalla Scuola escono uomini come i Commissari Giovanni Gasti e Giuseppe Falco, che, in seguito, diventano stretti collaboratori di Ottolenghi. L'intento è quello di comporre una vera e più esatta biografia di un sospettato, che abbracci non solo i suoi dati anagrafici ma anche quelli antropologici e psicologici; tra le più significative innovazioni introdotte si ricordano l'ideazione della classifica penta dattiloscopica (impronte digitali), la redazione del 'Formulario pel segnalamento descrittivo dei connotati più salienti e contrassegni', i primi tentativi di trasmissione telegrafica delle immagini del delegato Ellero.
Nel corso della Grande Guerra, il Corpo delle Guardie di Città prosegue la sua attività di gestione dell'ordine e della sicurezza interna dello Stato, in particolar modo nel controspionaggio con l'Ufficio Centrale di Investigazione di Gasti.
Nel primo dopoguerra le forti tensioni sociali che attraversano il paese, rendono evidente al Governo, con a capo Saverio Nitti, l'urgenza di una nuova riforma nell'organizzazione della Polizia.
Accanto alle riconosciute finalità istituzionali, emerge la necessità di professionalizzare adeguatamente l'attività di polizia investigativa, che si concreta nell'istituzione del Corpo degli Agenti di Investigazione, detectives in borghese, nell'agosto 1919.
L'acuirsi dei disordini interni dissolve il progetto riformista, spianando la strada ai fautori della creazione di un Corpo di polizia con ordinamento e regolamento di disciplina del Regio Esercito. Nell'ottobre 1919 nasce il Corpo della Regia Guardia di P.S. in cui confluisce il personale del disciolto Corpo delle Guardie di Città. La Regia Guardia rimane alle dirette dipendenze del Ministero dell'Interno nello svolgimento dei compiti di pubblica sicurezza. Si tratta di una struttura militarizzata, adeguatamente armata e motorizzata, nell'esecuzione dei servizi di ordine pubblico, precedentemente svolti dal Regio Esercito. Oltre all'uso delle 'stellette' , adotta l'uniforme di servizio grigio verde.

03/12/2015


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