Il convegno di presentazione del PON “Legalità” 2014-2020

Questa mattina a Salerno il ministro dell’Interno Marco Minniti e il capo della Polizia Franco Gabrielli hanno partecipato al convegno di presentazione del Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020.

Si tratta di un piano di investimenti a cofinanziamento europeo del valore di circa 377 milioni di Euro, che si rivolge alle cosiddette regioni italiane “meno sviluppate”, ossia Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Le finalità sono quelle di rafforzare le condizioni di legalità per cittadini e imprese attraverso il sostegno della pubblica amministrazione nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, ad aumentare la sicurezza nelle aree produttive, a promuovere l’inclusione sociale e la diffusione della cultura della legalità. 

Il capo della Polizia Franco Gabrielli nel suo intervento ha dichiarato che “Credo fortissimamente che la pubblica amministrazione debba recuperare credibilità tra la propria gente. La credibilità si recupera soprattutto attraverso il concetto della trasparenza. E riferendosi al progetto “Legalità” ha proseguito dicendo che “Si riferisce a cinque nostre Regioni che non assurgono agli onori della cronaca per essere le migliori del Paese in quanto vivono una condizione di sofferenza e sottosviluppo ma come spesso accade nella vita bisogna cogliere le opportunità.

Il PON per perseguire gli obiettivi di legalità agisce su due fronti: da un lato contrastare e, ove possibile, debellare la presenza dei fenomeni illeciti e criminali grazie a strumenti tecnologici innovativi e intelligenti e dall’altro realizzare nuovi modelli e nuove reti di inclusione sociale per aiutare il contesto socio - economico delle regioni “meno sviluppate” a respingere i tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata.

Con i finanziamenti vengono recuperati anche i beni confiscati alla criminalità organizzata per la successiva destinazione a centri di accoglienza degli immigrati regolari, per l’alloggio temporaneo dei richiedenti asilo e protezione umanitaria, come centri a supporto delle attività extrascolastiche (palestre, laboratori, aziende agricole, etc..) e centri per i minori non accompagnati e centri per le donne vittime di violenza.

Ma vengono utilizzati anche per progetti di inclusione sociale degli immigrati regolari e dei richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, a particolari categorie di soggetti a rischio devianza quali ex detenuti, minori in fase di uscita o usciti dai circuiti penali e soggetti appartenenti a famiglie mafiose. Sono altresì previste azioni di sostegno agli operatori economici vittime dei fenomeni di racket e di usura ed attività di formazione per le imprese sociali che gestiscono beni confiscati.

13/01/2017