Ieri come oggi in prima linea nelle catastrofi

Di emergenze il nostro Paese ne ha affrontate anche nel passato come l’alluvione di Firenze del 4 novembre 1966.

A 50 anni dal disastro sono diverse le iniziative che interesseranno la città per ricordare quel tragico evento.

Si trattò di una catastrofe non annunciata: la pioggia di una settimana aveva causato l’esondazione dell’Arno, sommergendo di fango gran parte della città facendo più di 30 vittime. Le forze dell’ordine anche in quell’occasione prestarono aiuto alla popolazione, senza sosta, per mettere in sicurezza quante più persone possibili.(Foto)

Un’attività che valse alla Polizia la Medaglia d’oro al valor civile con questa motivazione: “Temprato da un secolare retaggio di valori, il Corpo delle Guardie di P.S. impegnava ogni sua energia per fronteggiare le funeste conseguenze di una eccezionale e vasta ondata di alluvioni, sempre presente con uomini e mezzi ovunque l’ardita opera di soccorso potesse restituire tranquillità e fiducia alle popolazioni colpite. Con il loro spirito di sacrificio e di abnegazione, spinto spesso fino all’eroismo, con l’immediatezza e l’efficacia degli interventi volti a salvare vite umane e sbloccare centri isolati ed a recuperare ingenti beni, gli appartenenti al Corpo suscitavano profonda ammirazione guadagnandosi ancora una volta, per la serena alta coscienza del dovere, la gratitudine unanime della Nazione”.

Poliziamoderna, la rivista ufficiale della Polizia di Stato, ha ricordato quella tragedia con un articolo in cui si potranno leggere le testimonianze di alcuni dei poliziotti che, quella notte del 4 novembre, pur vivendo il dramma della catastrofe, non smisero mai di aiutare chi era in difficoltà.

E, oggi come ieri, i poliziotti sono ancora in prima linea nelle zone del Centro Italia colpite dal sisma per aiutare le persone e garantire, soprattutto a chi è costretto a lasciare le proprie abitazioni, la vigilanza sulle loro case.

02/11/2016