Novara: 7 arresti per usura, estorsione e riciclaggio

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Scambio di soldiSembrava quasi che succhiassero il sangue delle vittime che cadevano nelle loro grinfie, costrette a pagare interessi altissimi sulle somme a loro prestate, ma gli investigatori della Polizia di Stato di Novara hanno fatto piena luce sull'attività illecita del gruppo di usurai.

Al termine dell'operazione "Bloodsucker" (in inglese "succhia sangue") gli specialisti della Squadra mobile novarese, coordinati dalla procura della Repubblica, hanno arrestato sette persone, quattro delle quali sono finite in carcere e le altre ai domiciliari. Sono accusate dei reati di usura, riciclaggio ed estorsione aggravata.

Hanno partecipato all'operazione (video) anche gli agenti delle Squadre mobili di Torino, Milano, Brescia, Biella e Vercelli, con il supporto del Reparto prevenzione crimine Piemonte.

L'attività investigativa è iniziata nel 2012, quando i poliziotti iniziarono ad indagare sulla falsa testimonianza, rilasciata da uno degli indagati per coprire alcuni suoi complici, nell'ambito di un procedimento penale per usura.

Gli strozzini applicavano tassi usurari che andavano dal 29 a più del 500 per cento, grazie ai quali la banda è riuscita ad accumulare oltre due milioni di euro: il denaro veniva poi riciclato anche grazie alla collaborazione della criminalità organizzata.

All'usura era collegata l'attività di estorsione. Infatti le vittime che non riuscivano a far fronte alle richieste di denaro, erano oggetto di intimidazioni e continue minacce, accertate anche grazie al contributo degli investigatori della Guardia di finanza di Viterbo.

In alcuni casi le intimidazioni si sono presentate sotto forma di carcasse di animali appese all'ingresso dell'azienda di una delle vittime.

19/12/2014