Operazione Mare Nostrum: l'impegno ed il coraggio

La Polizia al lavoro sulla Nave San Marco"…Con la promessa di custodire tra i ricordi più belli questa splendida avventura condivisa con uomini che ci hanno insegnato come fare dell'eroismo la propria quotidianità". Così si conclude una lettera inviata via mail al comandante della Nave San Marco della Marina militare, da alcuni poliziotti "sbarcati" nei giorni scorsi ed impegnati nell'operazione denominata "Mare Nostrum".

L'operazione militare e umanitaria "Mare Nostrum" ha il compito di rafforzare il controllo in mare e migliorare le capacità di soccorso dei migranti in difficoltà; l'attività ha avuto inizio lo scorso 18 ottobre, dopo la tragedia della morte degli oltre 300 profughi annegati vicino a Lampedusa.

Poliziotti degli uffici immigrazione di alcune questure, insieme agli uomini del Servizio polizia scientifica e ad altri già appartenenti ad una squadra speciale "anti-immigrazione" operativa in Sicilia, si alternano ogni 15 giorni sulle navi della Marina militare.
Due mediatori culturali completano il nucleo messo a disposizione dal Dipartimento della pubblica sicurezza.

I compiti affidati agli uomini della polizia scientifica a bordo delle navi sono fondamentalmente due: un gruppo si occupa di velocizzare l'identificazione di ciascun straniero che sale a bordo, curandone il foto-segnalamento ad esclusione dei minori di 14 anni; un altro team, con l'aiuto dei mediatori, raccoglie gli elementi forniti dagli immigrati per l'avvio delle indagini sull'individuazione di organizzazioni criminali specializzate nel traffico di esseri umani.

I risultati ottenuti sono rilevanti: dal 18 ottobre al 23 dicembre sono stati assistiti 2.330 migranti, di cui 1.246 fotosegnalati, poi portati nei centri di accoglienza di Pozzallo (Ragusa), Porto Empedocle (Agrigento), Augusta (Siracusa) e Catania. Nel periodo di osservazione, inoltre, sono stati soccorsi 57 natanti.
Durante le operazioni di recupero sono state identificate ed arrestate 19 persone.

Consapevoli di come l'esperienza li abbia arricchiti sia dal punto di vista umano che professionale, rendendola indimenticabile, alcuni poliziotti, terminato il periodo di imbarco, hanno voluto ringraziare così tutti gli equipaggi delle navi per il calore e l'accoglienza ricevuta a bordo.

Due poliziotti, Stefanio Biasone e Domenico Pirozzi, hanno anche redatto dei "diari di bordo", dove hanno raccontato la loro esperienza professionale; i "diari" verranno pubblicati in versione integrale sul numero di gennaio della rivista Poliziamoderna, il periodico ufficiale della Polizia di Stato.

Odette Catterinich, la portavoce del gruppo e promotrice della missiva inviata al comandante della Nave San Marco, ha raccontato in una intervista la vita a bordo delle navi, dove la determinazione e l'impegno degli equipaggi si mescolano al coraggio dei profughi, che affrontano il rischio della morte con la speranza di una vita migliore.

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07/01/2014
(modificato il 02/03/2016)