i nuovi distintivi di qualifica

Manganelli: "Alle vittime di discriminazioni viene impedito di vivere"

Giro di boa per l'Oscad l'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori creato nel settembre 2010 dal capo della Polizia Antonio Manganelli.

Oggi un incontro a Roma, nella sede della Scuola superiore di polizia ha tracciato un bilancio dell'attività svolta e ha delineato le prospettive future dell'Osservatorio.

All'incontro hanno preso parte oltre al presidente dell'Oscad, vice capo della Polizia Francesco Cirillo ed ai componenti di Polizia di Stato e Arma dei carabinieri, il direttore dell'Unar l'Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali del Dipartimento delle Pari opportunità, Massimiliano Monanni e i rappresentanti di associazioni che rappresentano movimenti religiosi, minoranze etniche e organizzazioni di tutela della libertà sessuale.

Presenti anche i rappresentanti delle maggiori organizzazioni sindacali.

I dati dell'attività

Il prefetto Francesco Cirillo, direttore centrale della polizia criminale, dopo una breve introduzione, ha lasciato la parola al direttore della scuola che ospita l'incontro, Gerardo Cautilli, che ha sottolineato quale sarà l'impegno della Scuola nella formazione, nello specifico settore, dei futuri funzionari.

Il direttore centrale della polizia criminale ha fatto il punto della situazione illustrando i risultati raggiunti dall'Osservatorio e le iniziative previste per il futuro.

Gli atti segnalati all'Oscad in questo anno di attività sono stati 130; 56 sono relativi a reati commessi e di questi 32 sono già state conclusi con le informative alla magistratura.

Sono 11 le persone arrestate sino ad oggi nel corso di queste attività e 33 sono invece coloro che sono stati denunciati a piede libero per atti discriminatori.

Tra le segnalazioni 21 di queste riguardavano contenuti discriminatori inseriti su Internet. Altre segnalazioni sono state trattate dalle forze di polizia sul territorio o dall'Unar.

Le iniziative per il futuro prevedono la creazione di un manuale per le scuole delle forze di polizia e una maggiore divulgazione dell'attività dell'Osservatorio anche attraverso gli organi di stampa.

Il direttore dell'Unar Massimiliano Monanni ha ricordato che nei primi mesi del 2011sono 656 le segnalazioni ricevute.Molte sono le segnalazioni ricevute dal territorio.

Il 42% delle segnalazioni arriva attraverso la posta elettronica o il sito internet dell'Unar. Nel 90% dei casi in cui si sono chiuse le segnalazioni aventi carattere penale le sentenze sono state di condanna.

Tra le iniziative per il prossimo anno sono previsti: la settimana contro le discriminazioni con formazione nelle scuole e incontri sulle tematiche discriminatorie; in 200 mila esercizi commerciali verrano affissi annunci e verranno distribuiti volantini sulle attività dell'Unar.

È poi intervenuto il prefetto Sandra Sarti direttore centrale degli affari dei culti del ministero dell'Interno che ha sottolineato come le diversità religiose siano a volte al centro di atti discriminatori in Italia.

La parola alle associazioni

Paolo Patanè, dell'Arcigay, ha sottolineato come il Web in questo campo specifico stia assumendo una grande importanza sia per le segnalazioni sia per gli atti discriminatori compiuti su Internet.

Ha poi preso la parola Mulaya Enriello della Coreis Italiana che rappresenta alcune comunità islamiche; nel suo intervento ha ringraziato l'attività dell'Oscad e ha chiesto una maggiore divulgazione delle segnalazioni.

Victor Magiar delle Comunità ebraiche italiane sottolinea la sua preoccupazione per gli atti commessi attraverso Internet e per il momento economico che può esser terreno fertile per atti discriminatori così come avvenuto in passato.

Maria Quinto della comunità di Sant'Egidio ha espresso i suoi timori per la crescita del clima di intolleranza nelle città.

Sergio Rovasio segretario dell'Associazione radicale "Certi Diritti" sottolinea la necessità di maggiori sinergie attraverso incontri tra forze di polizia e associazioni per divulgare le attività di Unar ed Oscad

Giusy D'alconzo di Amnesty International sottolinea che la formazione va estesa a tutti i dipendenti delle forze dell'ordine e non solo ai "quadri".

Il capo della Polizia in videoconferenza

Il capo della Polizia Antonio Manganelli ha concluso l'incontro con un intervento nel corso del quale ho sottolineato che l'attività delle forze dell'ordine deve garantire ai cittadini di esercitare tutti i diritti in primis il diritto alla libertà.

Manganelli nel sottolineare la gravità degli atti discriminatori ha ricordato come alle "vittime viene impedito di vivere la propria scelta o la propria condizione fisica o di genere".

Il capo della Polizia ha poi ricordato che rispetto ad alcune tematiche la formazione riveste certamente un ruolo fondamentale ma che alcuni percorsi sono anche e soprattutto percorsi culturali.
Per avere una sensibilità diffusa "su alcuni argomenti ci vorrà del tempo" ha detto il capo della Polizia.

Le forze di polizia da secoli abituate ad una dimensione verticale di tipo militare dove il dialogo avviene all'interno della catena gerarchica devono passare ad una dimensione orizzontale in cui l'operatore dialoga con le forze sociali con le associazioni di categoria la società civile che collabora e contribuisce al sistema di sicurezza partecipata.

"C'è un colpevole ritardo" nella società nel prendere atto di alcune situazioni ha dichiarato il prefetto Manganelli e l'Oscad è stato un primo passo necessario al quale ora deve seguire un salto di qualità.

Nell'attesa, per non disperdere le energie, è importante che i canali utilizzati per dialogare con le forze di polizia siano quelli specializzati; così come è avvenuto con la polizia postale alla quale si rivolgono tutti i cittadini che hanno subito reati attraverso Internet così è altrettanto importante che chi subisce atti discriminatori utilizzi il filtro dell'Oscad che ha personale specializzato e che può indirizzare e dirigere l'attività sul territorio.

05/09/2011
(modificato il 06/09/2011)