i nuovi distintivi di qualifica

Per i genitori

Nonostante i quotidiani fatti di cronaca, il bullismo rimane ancora un fenomeno sconosciuto a molte famiglie. Ciò che la maggior parte dei genitori ignora non è tanto l'esistenza del problema sociale in sé, quanto il fatto che il disagio potrebbe riguardare da vicino il proprio figlio o la propria figlia.

Piano piano anche le vittime di bullismo stanno imparando che la prima cosa da fare è parlarne in famiglia per evitare di chiudersi in se stessi e non interrompere mai queste vessazioni. I genitori devono mostrarsi molto attenti alle variazioni di umore dei figli e a tutti quei comportamenti “improvvisamente” anomali che potrebbero indicare una vittima di bullismo.
Ricordate che ancora tante vittime di soprusi hanno difficoltà a parlare con gli adulti delle violenze che subiscono. Possono chiudersi in se stessi, esitare a raccontare le proprie giornate o sorvolare su quei fatti che per loro rappresentano una perenne condizione di sofferenza. Spesso la ragione più evidente per tutto questo è che hanno paura di subire maggiori violenze per aver "parlato", ecco perché è importante il sostegno della famiglia che potrà rivolgersi all’Autorità scolastica, denunciare l’accaduto o prendere provvedimenti diversi.

In ogni caso è importante rassicurare la vittima di bullismo che non c’è nulla di sbagliato in lui che possa giustificare questi soprusi. Ragazzi che magari hanno problemi di sovrappeso, di dislessia, di discalculia o di vista possono attribuire alla propria condizione fisica la responsabilità di ciò che avviene e a rivolgere per questo verso se stessi la propria rabbia.

I ragazzi devono imparare che il bullismo è un comportamento sbagliato "a prescindere".

Ecco allora che l'intervento della famiglia diviene determinante. Mamme e papà devono imparare a comprendere il proprio figlio più di quanto egli sappia fare da solo. Per riconoscere i segnali di un eventuale disagio, per evitare che rimanga vittima del fenomeno. Ma anche per impedire che a trasformarsi in "bullo" possa essere un giorno proprio il loro bambino.

Perché non rimangano vittime di questo fenomeno bisogna:

  • Aumentare la loro autostima
  • Incoraggiarli a sviluppare le loro caratteristiche positive e le loro abilità
  • Stimolarli a stabilire relazioni con i coetanei e a non isolarsi

Ma non solo
E' importante sapere che per non diventare bullo bisogna insegnare ai ragazzi a:

  • Saper esprimere la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità
  • Comunicare in modo sincero
  • Essere capace di identificarsi con gli altri e capire le conseguenze dei propri comportamenti
  • Prendere esempio da ciò che si vede a casa

I genitori devono inoltre imparare a cogliere i segnali che i figli possono mandare o nascondere.

Alcuni segnali di chi è vittima di bullismo:

  • Trovare scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati
  • Fare frequenti richieste di denaro
  • Essere molto tesi, piagnucolosi e tristi dopo la scuola
  • Presentare lividi, tagli, graffi o strappi negli indumenti
  • Dormire male o bagnare il letto
  • Raccontare di non avere nessun amico
  • Rifiutarsi di raccontare ciò che avviene a scuola

 

In collaborazione con Guidagenitori

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06/08/2013
(modificato il 16/09/2019)


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