Roma: Gabrielli alla presentazione del libro “Galassia Islamica”

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presentazione del libro Galassia IslamicaÈ stato presentato ieri a Roma nell’Aula del Palazzo dei gruppi parlamentari il libro "Galassia islamica - Le ragioni del terrore" del direttore dell'Ispettorato Camera dei deputati, dirigente generale Sandro Menichelli.

Alla presentazione, alla quale era presente il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, sono intervenuti il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho e il capo della Polizia Franco Gabrielli.

Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Marta Ottaviani.

Alla base del libro c’è il desiderio dell'autore di avviare una riflessione, senza banalizzazioni, sul fenomeno terroristico di matrice radicale ed i suoi legami con la religione, la società, l’economia e la politica.

presentazione del libro Galassia IslamicaNell’affrontare le tematiche del libro, il capo della Polizia si è soffermato sugli aspetti dell’attività repressiva affermando: “Sul versante più squisitamente giudiziario repressivo e di prevenzione generale, perché la repressione è anche una componente di prevenzione generale, credo che il nostro Paese i compiti a casa li abbia fatti, veramente non perché siamo più bravi o più intelligenti, ma perchè siamo stati un po' più "sfortunati", perché questo è il Paese che ha conosciuto e conosce 4 mafie storiche di particolare pervicacia, ha vissuto un terrorismo endogeno, che forse in qualche modo, ha una minima comparazione con il fenomeno dell'Ira e dell'Eta, da noi ha percorso in maniera più significativa in anni che sono stati non a caso definiti anni di piombo”.

Nel ricordare i possibili approcci al problema il prefetto Gabrielli ha ricordato come “In questa battaglia dobbiamo coinvolgere primariamente le comunità islamiche” continuando poi  dicendo che “l'antidoto a determinate manifestazioni che attengono al pensiero religioso risiede nella laicità dello Stato, tanto più uno Stato è laico e tanto più è capace di approcciare, di vivere, di comprendere, di non creare situazioni che poi generano forme di ghettizzazione, di marginalità, che poi sono l’humus sul quale si innervano fenomeni di illegalità, prima, e di criminalità e di terrorismo poi”.

Il capo della Polizia ha concluso sostenendo che “La modalità con la quale si può approcciare il problema è quella di trovare dei punti quanto più convergenti, quanto più condivisi, che hanno alla loro base la conoscenza, perché tanto più ci si conosce e tanto più si può immaginare di trovare tratti di strade condivise, meno ci si conosce, più ci si evita, più si vede l'altro come un qualche cosa che costituisce un nemico, un diverso, un soggetto da tenere a debita distanza”.

17/10/2019