Vittime di mafia: Gabrielli a Recanati per ricordare Roberto Antiochia

intitolazione piazza a Roberto Antiochia a RecanatiUn piazzale di Recanati (Macerata) è stato intitolato a Roberto Antiochia, agente di Polizia ucciso dalla mafia a Palermo il 6 agosto 1985.

Alla cerimonia, avvenuta questa mattina, erano presenti il capo della Polizia Franco Gabrielli, i fratelli dell’agente ucciso, alcuni funzionari in servizio a Palermo all’epoca dei fatti nonché alcune scolaresche della provincia.

L’intitolazione fa parte dell’iniziativa “L’esempio del coraggio – il valore della memoria” promossa dal questore di Macerata, Antonio Pignataro, per ricordare gli uomini delle istituzioni che hanno donato la vita, consapevoli che il loro lavoro sarebbe rimasto come esempio della lotta in difesa dei più deboli.

Il fine di questa iniziativa ha lo scopo di lasciare un ricordo indelebile di questi uomini, come messaggio di speranza e di legalità rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

Il capo della Polizia ha ricordato “Quel ragazzo di 23 anni che non è solo un operatore di Polizia ma porta con sé il messaggio di quanto l’indifferenza sia il male peggiore della nostra esistenza, perché Roberto seppur trasferito a Roma per essere più vicino ai suoi affetti a Terni, decide di restare a Palermo accanto ai colleghi che stanno combattendo la mafia in un territorio dove in quegli anni si rimaneva uccisi dalla mafia e dall’indifferenza delle comunità”.

Di scorta al funzionario della Squadra mobile Ninni Cassarà, sotto casa di quest’ultimo, venne ucciso insieme al funzionario a colpi di Kalashnikov.

Roberto aveva lavorato fino a poche settimane prima alla Squadra mobile di Palermo ed era da poco stato trasferito a Roma. Era stato stretto collaboratore del commissario Giuseppe Montana ucciso il 28 luglio 1985, pochi giorni prima.

Sceso a Palermo per i funerali, aveva deciso di restare per aiutare i suoi vecchi colleghi nelle indagini. Nove giorni dopo La mafia colpì di nuovo uccidendo Roberto e Ninni Cassarà.
 

 

 

23/09/2019