Trapani: trappole esplosive per colpire i creditori; arrestato dalla Polizia

Metteva esplosivo dentro delle pen drive da computer inviandole poi ai suoi obiettivi. Con questa tecnica, un disoccupato palermitano di 51 anni, aveva ferito gravemente un ragazzo di 25 anni nel 2016 ed un ispettore superiore della Polizia in servizio alla procura della Repubblica di Trapani nel 2018.

Oggi, a conclusione dell’operazione “Unabomber Pantelleria”, l’uomo è stato arrestato per una serie impressionante di reati: minacce aggravate, lesioni gravissime, tentata estorsione, fabbricazione, commercio e detenzione di materiale esplosivo, addestramento a preparare esplosivi. detenzione di materiale pedopornografico.

Le indagini effettuate dalla squadra mobile di Trapani e dal Servizio centrale operativo hanno permesso di ricostruire anche il movente che muoveva l’uomo a creare ordigni esplosivi artigianali.

Una serie di creditori si stava rivalendo sul patrimonio familiare in sede civile e l’uomo tentava di scongiurare ad ogni costo tali azioni civili.

La personalità criminale dell’uomo si mostrava anche nell’aggressione fisica al suo legale colpevole di non aver agito al meglio per evitare la vendita all’asta di un suo appartamento.
La difesa del patrimonio di famiglia passava, nella mente dell’uomo, attraverso l’eliminazione fisica dei suoi “avversari”. La Polizia ha infatti raccolto prove di una ricerca di killer, da parte dell’uomo, nel deep web.

Nella casa dell’arrestato, a Pantelleria, durante le perquisizioni, gli investigatori hanno scoperto un laboratorio dove preparare congegni esplosivi e per miscelare sostanze chimiche molto pericolose.

Il criminale durante le indagini era stato agganciato su una chat da un agente sottocopertura al quale aveva venduto copia di alcuni manuali di esplosivistica e di chimica di laboratorio e diverse sostanze precursori di esplosivi. 

21/05/2019