’Ndrangheta: da Locri all’Europa e al Sud America 90 arresti

 

 

Terminata stamattina, con 90 arresti, l’operazione internazionale contro i clan di ’Ndrangheta attivi in Europa e Sud America.

Contemporaneamente in Italia, Sud America, Belgio, Germania e Paesi Bassi è scattato il blitz che ha portato in carcere 90 persone collegate alle ’Ndrine che hanno base nella Locride.

Tutti sono accusati di associazione per delinquere, di traffico internazionale di stupefacenti, di riciclaggio, di intestazione fittizia di beni e di molti altri reati.

L’operazione è il frutto di anni di intenso lavoro investigativo svolto nell’ambito di una Team investigativo comune (Joint Investigation Team) nato nel 2016, a L’Aia (Olanda), tra la Magistratura e le forze di Polizia italiane, dei Paesi Bassi, del Belgio e della Germania.

Per l’Italia, investigatori della Polizia di Stato e militari della Guardia di finanza sono da tempo inseriti nella Squadra investigativa internazionale gestito dall’organismo europeo Eurojust.

Sul territorio italiano le indagini sono state coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

Per il filone dell’inchiesta che ha riguardato il traffico internazionale di cocaina, gli investigatori hanno scoperto l’esistenza di un’organizzazione calabrese che poteva contare su basi logistiche dislocate in più regioni italiane ma anche, e soprattutto, nei Paesi Bassi e in Germania.

L’organizzazione è risultata essere complessa e composta da numerosi affiliati e soprattutto dotata di una vera e propria flotta di mezzi necessari per far arrivare a destinazione la cocaina.

Dalle indagini è emerso che gruppo criminale aveva spostato i suoi interessi in Nord Europa, dove risulta più agevole ed economicamente più vantaggioso procurarsi grossi quantitativi di cocaina in arrivo direttamente dai Paesi produttori sudamericani per poi trasferirla in Italia, in particolare in Calabria e Lombardia.

Il compito di recuperare e modificare ad hoc numerose auto dotate di complicati doppifondi per nascondere lo stupefacente ed eludere i controlli di polizia, era affidato ad alcuni pregiudicati turchi, da anni residenti in Germania che gestivano un autonoleggio.

Olivia Petillo

05/12/2018
(modificato il 06/12/2018)