Francesco Facchinetti: "Sono un navigatore libero ma responsabile"

Francesco FacchinettiChi meglio di lui a scaldare la platea composta da centinaia di studenti di tutta Italia durante l'evento-concerto 1 clik…per te? Francesco Facchinetti e i giovani, infatti, sono legati a doppio filo dalla musica.

«Uno degli ingredienti principali dei programmi che faccio sono i ragazzi. Xfactor e Scalo76 sono dedicati soprattutto a loro, del resto io ho iniziato a far musica proprio per loro. E poi si fanno "sentire", ti danno una carica incredibile. Non potevo mancare a questo appuntamento». Ma c'è di più, il tema dell'evento, la sicurezza sul web, a Francesco sta molto a cuore. «Ho iniziato a utilizzare Internet a 14 anni, quando in Italia iniziavano a comparire i provider. Quindi sono uno dei primi navigatori. Il problema di tutti i luoghi reali e virtuali dove c'è libertà assoluta è che pensi di poter far tutto e non ne percepisci la grande responsabilità. In mano hai un'arma che può ferire. Penso prima di tutto alla pratica diffusa di scaricare canzoni illegalmente». Bisogna rifletter sul fatto che dietro un album ci sono tante persone che se ne occupano, è frutto di molte ore di lavorazione, dell'impegno degli artisti, dei tecnici, dello staff organizzativo. Un giorno Eminem mi disse che il filesharing di contenuti protetti dal diritto d'autore è la stessa cosa che entrare in un supermercato e rubare il cibo. La pirateria uccide la musica! È un concetto difficile da far passare da noi. In Inghilterra, invece, la musica è un monumento, un'opera d'arte, sottrarla illecitamente è come deturpare la Gioconda; la considerano parte integrante della loro cultura. Dovrebbe essere così anche in Italia, terza al mondo per esportazione di musica soprattutto classica e melodica napoletana. Vorrei che i ragazzi, i maggiori utenti di Internet e protagonisti dei download capissero la gravità di certe azioni. Siete fortissimi a usare il web ma fatelo con responsabilità. È come avere una Ferrari: puoi andare a 300 Km/H ma se non ci sai andare è meglio scendere a 130 all'ora. Stai sempre su una Ferrari ma non rischi di far male a te stesso né agli altri».

Il rispetto delle regole va abbinato alla coscienza dei pericoli in Rete. Continua Facchinetti «Internet è anche un mezzo dalle amicizie e dalle frequentazioni facili. Socialnetwork e chat ti portano in ambienti poco sicuri senza che te ne accorgi. Ognuno crede che sia una cosa lontana. "Ma ti pare che per uno che ho conosciuto in chat mi deve accadere una cosa spiacevole, proprio a me". Invece è molto più frequente di quanto si creda. Una volta navigavo senza firewall, programma di protezione, e un ragazzo mi ha scritto "guarda ti stiamo monitorando il computer, abbiamo visto che hai cose molto personali, foto di fidanzate, appuntamenti con amici, lista spese …stai attento che te le può rubare chiunque". Da allora ho protetto le mie cose e nessuno può violare la mia privacy». Grande appassionato di giochi di ruolo online e videogiochi, Facchinetti junior non esita però a mettere in guardia. «Ce ne sono tanti violenti o diseducativi (come quelli sulle cosche mafiose su Facebook), bisogna che i genitori sorveglino. Io ho sempre giocato a videogame di guerra o di streetfight ma non ho mai avuto poi voglia di picchiare qualcuno, dipende dalla persona che sei. Per questo, ribadisco, che i genitori devono conoscere i loro figli». E chiude rivolgendosi ai ragazzi. «La vita virtuale che nasce e muore sulla Rete deve essere una piccola parte della vostra giornata. È bello fare anche altro: leggere, sentire musica, andare al cine, socializzare davvero, viaggiare, conoscere realmente e fisicamente altri posti, altra gente. Nel mio libro ho scritto che "sulla strada si rischia di morire ma anche di vivere". Vivete una vita reale e non abbiate paura di confrontarvi con gli altri».

23/03/2010