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Rudy Zerbi: "chi ama la musica non deve rubarla"

Rudy Zerbi - Sony ItaliaÈ iniziato il festival di Sanremo e c'è già chi è pronto a mettere in circolazione copie pirata delle canzoni. Per contrastare questo fenomeno la Polizia di Stato è presente al "Palafiori" con l'iniziativa "Non perdere la bussola". A parlare in esclusiva con la Polizia sulla tutela dei diritti d'autore e legalità è Rudy Zerbi, uno dei principali discografici italiani, nonché ormai famoso talent scout.

Lei è presidente della Sony music Italia ma anche un talent scout inserito nel mondo dei programmi tv che lanciano i giovani cantanti. Che possibilità ci sono per i ragazzi che vogliono emergere nel mondo musicale dove incalza la pirateria su Internet?

Non è un segreto che l'industria discografica è in crisi ormai da qualche anno a causa della pirateria che si è spostata, da quella su un prodotto fisico come la contraffazione di Cd, a una pirateria digitale, che nella sua accezione più grave, è quella della condivisione di file illegali. Sono brani di proprietà delle case discografiche che vengono scaricati illegalmente dai siti di file sharing.

Quali sono i danni principali di questo fenomeno?

Prima di tutto sono colpiti quelli che la musica la amano. Infatti, se come discografico, fino a 5/10 anni fa i margini della produzione mi consentivano di finanziare tutta una attività di sperimentazione che offriva un'opportunità di lancio per giovani artisti sconosciuti, oggi tutto ciò non è più possibile. Quindi il danno non è solo industriale ma anche artistico, perchè si riducono gli spazi per tanti giovani talenti di farsi sentire e vedere.

Ma Internet, così come alcuni programmi tv, non costituisce un efficace trampolino di lancio per le nuove proposte?

Internet è una grande opportunità. Il problema consiste nel'uso che se ne fa. Bisogna trovare per chi ama la musica il modo di fruirne legalmente.

In che modo si potrebbe ottenere questo risultato?

Ormai la svolta sta solo nella possibilità di stringere accordi, come avviene nelle trasmissioni delle tv satellitari, con i principali internet service provider e, per una cifra aggiuntiva mensile o annuale di pochi euro, permettere all'utente di avere a disposizione l'intero catalogo dei produttori musicali con un download ufficiale e garantito, anzichè cercare file rubati. In questa direzione ormai stiamo lavorando. Siamo in contatto con diversi provider nazionali e questo è l'unico modo per conciliare legalità e appassionati della musica.

Quindi il problema secondo lei non sono più i costi?

Quella dei costi ormai è una questione superata. Si possono comprare online brani a pochi centesimi di ottima qualità ed evitare il fastidio della ricerca di file illegali di pessima qualità con seri rischi di scaricare sui propri computer pericolosissimi virus. A volte i danni causati da questi file cancellano per sempre il divertimento di rubare la musica.

La Polizia di Stato è impegnata, oltre che nel contrasto dei reati informatici, anche nel promuovere tra i giovani una cultura della legalità. Lo fa anche con il concerto che si terrà a Roma il 24 marzo, a cui lei ha già dato la sua adesione. Crede all'efficacia di queste iniziative?

Ho avuto il piacere di conoscere e parlare personalmente con il capo della Polizia Antonio Manganelli e sono rimasto fortemente colpito dalla sensibilità da parte di una così alta carica istituzionale verso tutte queste problematiche che riguardano i giovani. Quindi ho capito che, accanto all'attività di contrasto all'illegalità che la Polizia svolge ogni giorno, il fenomeno della pirateria informatica viene affrontato anche con iniziative che sanno parlare direttamente con i giovani attraverso i loro idoli della musica.

Quale messaggio lancia dal sito della Polizia ai ragazzi?

Se si vuole ascoltare musica lo si può fare con lo streaming online: non c'è bisogno di soldi o di scaricare file pirata. Chi ama la musica, non la ruba, altrimenti si uccide l'industria e chi sulla musica investe. Quando si esce con gli amici a bere qualcosa, a mangiare una pizza o si compra un libro, si spendono dei soldi perchè si riconosce un valore, seppur minimo, a queste cose: anche la musica ha un valore ed è giusto tutelarla.

- In collaborazione con Poliziamoderna. -

18/02/2010
(modificato il 08/03/2010)


Parole chiave:
Sanremo - Zerbi - pirateria