Mondiali di canottaggio: argento per Di Costanzo, Cataldo e Ruta, bronzo per Liuzzi

Grande prova dei canottieri cremisi che dai Campionati del mondo, appena conclusi a Sarasota (Stati Uniti), hanno portato quattro bellissime medaglie nella bacheca delle Fiamme oro.

Marco Di Costanzo e Matteo Castaldo sono stati protagonisti insieme agli azzurri Giovanni Abagnale e Domenico Montrone, della medaglia d’argento vinta dal quattro senza senior. L’armo tricolore è partito bene, subito a ridosso di Germania e Australia. Ai 500 metri gli azzurri erano secondi dietro ai tedeschi, mentre ai 1.000 era l’Australia a condurre con gli italiani sempre secondi, e così pure ai 1.500, con la Gran Bretagna ad incalzare la barca tricolore. Si è arrivati così allo sprint finale con le stesse posizioni.

“Siamo scesi in acqua consapevoli che la gara si sarebbe decisa negli ultimi metri, e a noi spettava il compito di arrivare a giocarcela in velocità - ha detto Di Costanzo dopo la gara - Abbiamo avuto un bel punta a punta sulla Gran Bretagna, e per l’argento l’abbiamo spuntata noi grazie alla nostra voglia di fare bene e iniziare oggi un percorso che potrebbe portarci fino a Tokyo. Teniamo l’Australia nel mirino, non è così lontana”.

Anche Matteo Castaldo ha commentato la finale: “Che l’Australia sarebbe partita forte lo sapevamo, per questo ci siamo piazzati subito dietro di loro cercando di avvicinarli. È stata una bella gara, il finale è stato duro ma sappiamo che la nostra chiusura gli altri non ce l’hanno, siamo partiti e così è arrivato l’argento”.

La finale del doppio pesi leggeri è stata una vera e propria battaglia che il portacolori delle Fiamme oro Pietro Ruta in coppia con Stefano Oppo, ha condotto fino alla fine, emozionando tutti gli italiani che stavano facendo il tifo per loro. La Francia era la favorita ed è andata subito al comando della gara, con gli azzurri ad inseguire. A metà gara erano proprio i francesi al comando, incalzati da Italia e Cina, mentre ai 1.500 anche la Polonia è rientrata nel gruppetto di testa a contendersi una medaglia. Ultimi 100 metri da brivido, con la Francia che è riuscita a mantenere tre quarti di barca di vantaggio sugli azzurri che hanno chiuso con l'argento al collo davanti alla Cina.

“È una bella soddisfazione questo podio - ha dichiarato Pietro Ruta - che arriva dopo un anno duro, essendo particolarmente difficile riprendere a pieno ritmo nell’anno post olimpico. Sono contento del risultato, che arriva in una specialità dove la competizione è alta, e ci regala nuovi stimoli e obiettivi per l’immediato futuro”.

Infine parliamo della splendida impresa dell’otto senior, che dopo 11 anni ha conquistato una storica medaglia di bronzo, tornando sul podio mondiale grazie anche al portacolori delle Fiamme oro Emanuele Liuzzi, protagonista della gara insieme a Cesare Gabbia, Luca Parlato, Paolo Perino, Bruno Rosetti, Mario Paonessa, Davide Mumolo, Leonardo Pietra Caprina, e al timoniere Enrico D’Aniello.

L’ammiraglia azzurra è partita bene e si è trovata subito nel gruppetto di testa; ai 500 metri era in quarta posizione, ad appena 89 centesimi dal podio. Il ritmo di vogata è poi salito, con gli italiani ancora quarti a metà gara, ma con un distacco dal terzo posto che era sceso a 17 centesimi. Ai 1.500 Stati Uniti e Italia hanno superato la Nuova Zelanda, portandosi rispettivamente in seconda e terza posizione dietro alla Germania. Nel finale, con i tedeschi ormai irraggiungibili, gli azzurri hanno alzato ancora il ritmo per provare ad insidiare la medaglia d’argento, che però è rimasta sul petto degli statunitensi per appena 45 centesimi di secondo.

“Faccio parte dell’otto dal 2013 ormai - ha commentato Emanuele Liuzzi - e questo risultato lo vedevo molto lontano, i primi sembravano sempre così distanti. Poi qualcosa è cambiato, la barca quest’anno ha finalmente trovato una discreta velocità, e con essa sono arrivate motivazione e fiducia. La vittoria in batteria poi ci ha dato la giusta fiducia per affrontare al massimo questa finale. Non abbiamo mai smesso di crederci, e adesso spero che il podio di oggi sia solo un trampolino di lancio per il futuro”.

03/10/2017