Venezia: mail truffaldine

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Ammonta a circa un milione di Euro l’importo complessivo del denaro che gli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “VENETO” di Venezia è riuscito ad individuare e bloccare impedendone l’illecita disponibilità da parte dei criminali.  Il fenomeno delittuoso viene comunemente indicato come “MAN IN THE MIDDLE” o “BEC“. In questi casi i malviventi sono in grado di leggere, inserire o modificare a piacere, messaggi di posta elettronica intercorsi tra due utenti comunicanti tra di loro. Spesso si tratta di aziende vincolate da rapporti commerciali. In ordine a tali circostanze i criminali, sostituendosi all’azienda venditrice attraverso un indirizzo di posta elettronica artatamente creato e apparentemente riconducibile alla medesima anche per loghi e riferimenti, indicano a quella acquirente un IBAN diverso da quello usuale per effettuare il pagamento della merce ordinata, paventando problemi di varia natura con il proprio istituto di credito. I successivi pagamenti avvengono quindi a favore di IBAN attestati all’estero e/o nella disponibilità di soggetti compiacenti e sodali con l’organizzazione criminale. Nei primi quattro mesi di quest’anno, la costanza e la tempestività d’intervento del personale specializzato del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia ha consentito l’individuazione ed il blocco di tale significativa somma di denaro che sarà restituita ai legittimi titolari, ovvero aziende del territorio, imprese artigiane, amministratori condominiali ed imprenditori. In questi casi, raccomanda la Polizia Postale, il personale addetto ai pagamenti delle aziende deve essere preventivamente informato di tali subdole frodi che, oltre a creare un danno economico grave, rischiano in taluni casi di compromettere l’operatività commerciale delle stesse. Qualora l’addetto ai pagamenti dovesse ricevere una mail apparentemente proveniente da azienda con la quale intercorrono rapporti commerciali ove viene indicato di effettuare il bonifico su iban diverso, magari allegando anche copia della fattura commerciale di riferimento, è opportuno accertarne la veridicità telefonando all’azienda debitrice che, spesso, è all’oscuro di tutto. E’ altresì da evitare l’interlocuzione via email poiché, se trattasi di corrispondenza compromessa, vi è il concreto pericolo che ad interloquire siano i criminali. In quei casi in cui si è dato corso al pagamento, una volta resisi conto della frode, è opportuno informare tempestivamente anche telefonicamente la Polizia Postale in attesa di una formale denuncia sull’accaduto al fine di poter avviare le procedure di blocco dell’illecita movimentazione di denaro. Tutto questo deve avvenire in tempi brevi al fine di impedire alle organizzazioni criminali di poter acquisire l’indebito profitto.

11/05/2019
(modificato il 20/05/2019)
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