L'attività senza sosta della Polizia

La sezione GID della Polizia ScientificaDurante la notte, ad intervalli, la terra d'Abruzzo ha tremato ancora. Intorno alla questura l'attività è più febbrile. I colleghi della città, colpiti negli affetti e nelle abitazioni, non hanno mai smesso di assicurare i servizi di primo soccorso, 113 e volanti. La Polizia di Stato e' impegnata anche con personale della Polizia Scientifica nell'attivita' di riconoscimento delle persone decedute. Il personale impiegato che ha svolto un addestramento specifico per il riconoscimento delle vittime dei disastri, ha maturato anche una esperienza specifica internazionale: nel corso del disastro dello tsunami e degli attentati terroristici di Sharm el Sheik.

In assenza di persone in grado di procedere alla identificazione certa si procede con l'ispezione delle vittime alla ricerca di eventuali segni di riconoscimento ( tatuaggi; cicatrici); l'acquisizione dei rilievi fotografici; l'acquisizione delle impronte digitali per le conseguenti comparazioni a livello nazionale; il prelievo di materiale biologico per estrazione del profilo genetico delle vittima.

Nel corso delle operazioni vengono impiegati 30 operatori al giorno nelle 24 ore, provenienti dal Servizio Polizia Scientifica del Ministero dell'Interno, dai Gabinetti di Polizia Scientifica di Roma, di Ancona e L'Aquila.

Un centro medico avanzato è stato allestito nei giardini di fronte alla questura: si tratta di una struttura gonfiabile dove il personale medico e paramedico della Polizia di Stato fornisce una prima assistenza ai cittadini dei territori colpiti dal sisma e agli operatori delle forze dell'ordine.

Nella struttura operano, oltre ai medici e agli infermieri della questura di L'Aquila, anche altri 5 medici e 2 psicologi della Polizia di Stato inviati di rinforzo dalla Direzione centrale di sanità. Il loro lavoro è rivolto non solo alle emergenze ma anche alle necessità delle malattie croniche, gestite normalmente dai medici di base. Sono oltre 50 le persone medicate giornalmente.

la squadra mobile nel continuare nella sua attività si è istallata in un camper, mentre i tecnici dell'ufficio logistico hanno ricreato una rete informatica con attrezzi e oggetti portati da casa.

Di fronte alla questura i ragazzi dei reparti mobili si accalcano intorno al camper di coordinamento dove vengono distribuiti velocemente gli ordini di servizio. I vigili del Fuoco sono al lavoro per spostare cumuli di macerie e cercano di capire la stabilità degli edifici. Colpisce il silenzio in questa giornata di sole, un silenzio rotto solamente dal rumore della gru dei vigili. Le vie del centro, un tempo salotto cittadino e mèta obbligata per lo struscio dei giovani, sono un tappeto di macerie. Anche la sede della questura è praticamente inagibile; a visitare l'edificio per rendersi conto della situazione è andato il vice capo vicario della Polizia di Stato, il prefetto Nicola Izzo che dall'alba del 6 aprile si trova all'Aquila per coordinare l'attività delle forze dell'ordine impegnate nell'emergenza.

Gli elicotteri della polizia sorvolano le zone terremotate garantendo il controllo dall'alto; partecipano inoltre ai trasporto dei feriti, dalle aeree interessate dal sisma ai centri medici specializzati della Penisola.

In un apparente caos ognuno sa perfettamente quello che sta succedendo intorno a lui. Alcuni poliziotti si guardano intorno per vedere se, e dove, può cadere un cornicione; poco più in là i medici della polizia cercano di alleggerire il pesante lavoro degli ospedali, facendo piccoli interventi di soccorso o di sutura ma anche qualche prescrizione al posto dei medici di base. Il lavoro continua.

08/04/2009
(modificato il 10/04/2009)


Parole chiave:
terremoto - L'Aquila