A passo di autostrada

Polizia Stradale di Firenze 1972

L'organizzazione della Polizia Stradale e l'evoluzione del suo parco automezzi, dal dopoguerra al boom economico, hanno viaggiato alla stessa velocità dello sviluppo della rete stradale ed autostradale in Italia.


All'indomani del conflitto i primi mezzi con il simbolo del Centauro sono jeep, motociclette ed autocarri, appartenuti soprattutto all'esercito statunitense. Rinvenuti un po' dappertutto, vengono rimessi in sesto e reimmatricolati con targa "Polizia". Vanno così ad affiancare i molti mezzi di fabbricazione italiana che vengono in genere rilevati da privati e in parte ereditati dall'antica Milizia della Strada. Si tratta soprattutto di Moto Guzzi, Alfa Romeo, Lancia, Bianchi di diversa cilindrata, spesso in servizio anche in pochissimi esemplari.

Nel frattempo la ricostruzione prende il via e il numero delle automobili in circolazione comincia ad aumentare. Per rispondere alle crescenti esigenze di traffico, nei primi mesi del 1946 presso 72 questure si costituiscono le Sezioni della Polizia stradale, con l'impiego di 2600 uomini e numerose motociclette di varia provenienza sopravvissute alla guerra.
A sancire ufficialmente la nascita della Specialità è un decreto emesso il 26 novembre 1947 dall'allora Capo Provvisorio dello Stato, Enrico de Nicola, che stabilì i compiti del servizio e l'organico, attribuendone la gestione non più al ministero dei Lavori Pubblici ma a quello dell'Interno.

Successivamente la Polizia stradale viene organizzata in Compartimenti, con competenza regionale e Sezioni, su base provinciale, da cui dipendono Sottosezioni e Distaccamenti. La necessità di un controllo organico della viabilità diventa però sempre maggiore con il passare degli anni. La soluzione messa a punto è quella di stipulare, a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta, convenzioni tra la Polizia e la Società Autostrade con l'obiettivo di costituire Reparti autostradali in servizio, appunto, solo in autostrada.

11/12/2015
(modificato il 03/09/2018)


Parole chiave: