Palermo: un’orazione civile per i caduti di Capaci

Sono trascorsi 27 anni dall’attentato che il 23 maggio 1992 stroncò la vita a Giovanni Falcone, Francesco Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Queste cinque persone, un giudice, sua moglie e tre uomini della scorta, furono uccisi a Capaci da 15 quintali di esplosivo sull’autostrada che collega Mazara del Vallo con Palermo, all’altezza di Capaci.

Oggi diverse iniziative a Palermo hanno ricordato il sacrificio del magistrato, della moglie e dei “suoi ragazzi” della scorta.

Dopo un momento di raccoglimento davanti alla stele posta sul luogo dell’attentato il capo della Polizia Franco Gabrielli ha partecipato alla cerimonia “Palermo chiama Italia” condotta dai giornalisti Franco Di Mare e Emma D’Aquino nell’aula bunker dell’Ucciardone dove si sono celebrati i più importanti processi a carico dei mafiosi.Tanti gli studenti presenti alla cerimonia.

Qui, alla presenza del presidente della Camera Roberto Fico, ha preso la parola anche il capo della Polizia Franco Gabrielli che ha sottolineato la "Straordinaria capacità intuitiva di Giovanni Falcone" nell'affrontare in modo coordinato e transanazionale le organizzazioni mafiose per la loro specificità che travalica i confini nazionali  "L'ultimissimo frutto di tale intuzione è stata dimostrato da poco, il 28 febbraio, dalla Suprema Corte dell’Ontario che ha riconosciuto la ‘Ndrangheta come organizzazione criminale autonoma. Ha quindi riconosciuto la specificità di queste organizzazioni che non possono essere confuse come criminalità ordinaria”. Il Prefetto ha quindi concluso affermando che “Il nostro futuro sono i ragazzi che sono qui numerosi i quali devono imparare che le mafie e la criminalità devono essere combattuti partendo da dentro di noi. Noi vogliamo cittadini consapevoli perché per quanto riguarda il contrasto e la repressione, queste sono le nostre priorità”.

Nel pomeriggio, nella caserma “Pietro Lungaro”, sede del reparto scorte, è avvenuta, alla presenza del ministro dell'Interno e del capo della Polizia, la deposizione di una corona sulla lapide che ricorda i poliziotti caduti per mano della mafia.

Nel frattempo, dai giardini di Capaci, la teca della Quarto Savona 15, la vettura della scorta di Falcone sulla quale viaggiavano Montinaro, Dicillo e Schifani, accompagnata da un gruppo di studenti, in corteo si è mossa per raggiungere i giardini della caserma “Lungaro” dove troverà la sua definitiva collocazione.

E proprio nei giardini del reparto scorte si è tenuta un’orazione civile, a cui hanno preso parte gli attori Leo Gullotta e Donatella Finocchiaro e alcuni musicisti siciliani e che hanno ricordato tutti gli agenti delle scorte.

L’evento, ideato e curato dal drammaturgo Vincenzo Pirrotta, è stato trasmesso in diretta sul nostro sito e sulla pagina Facebook della Polizia di Stato.

Sempre nel pomeriggio si sono mossi i cortei di #PalermoChiamaItalia: il primo alle 15.30 da via D'Amelio, il secondo alle 16 dall'aula bunker. Entrambi si sono ricongiunti sotto l'albero Falcone, in via Notarbartolo, per il silenzio, alle17.58, l'ora della strage.

Alle iniziative hanno partecipato migliaia di studenti giunti da tutta Italia per testimoniare i valori della legalità della giustizia e del rispetto delle regole. Circa 1.500 tra loro si sono mossi sulla Nave della Legalità partita ieri dal porto di Civitavecchia (Roma) alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del capo della Polizia Franco Gabrielli.

23/05/2019