Art. 11.del Decreto del Ministro dell'Interno 2 dicembre 2002, n. 276

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Art. 11.del Decreto del Ministro dell'Interno 2 dicembre 2002, n. 276

" I candidati non esclusi dalla partecipazione al concorso sono sottoposti, prima delle prove scritte, all'accertamento dei requisiti psico-fisici ed attitudinali previsti per l'accesso al ruolo per il quale si concorre. In relazione al numero dei candidati, l'Amministrazione puo' effettuare gli accertamenti di cui al presente articolo dopo la prova scritta o, anche, dopo la prova orale. La convocazione puo' avvenire anche mediante pubblicazione del calendario degli accertamenti nella Gazzetta Ufficiale della data fissata dal bando di concorso.
Ai fini dell'accertamento dei requisiti psico-fisici i candidati sono sottoposti ad un esame clinico generale ed a prove strumentali di laboratorio.
Gli accertamenti psico-fisici sono effettuati da una commissione nominata con decreto del capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza e composta da un primo dirigente medico, che la presiede, da due direttivi medici della Polizia di Stato e da due componenti scelti tra i docenti universitari ovvero tra i dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale.
I candidati che superano la visita psico-fisica sono sottoposti a prove attitudinali da parte di una commissione di selettori, nominata con decreto del capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza e composta da un funzionario del ruolo dei dirigenti tecnici psicologi, che la presiede, da quattro appartenenti al ruolo dei direttori tecnici psicologi o al ruolo dei commissari della Polizia di Stato in possesso dell'abilitazione professionale di perito selettore attitudinale.
Le prove attitudinali sono dirette ad accertare l'attitudine del candidato allo svolgimento dei compiti connessi con l'attivita' di polizia. Le prove consistono in una serie di test, sia collettivi che individuali, ed in un colloquio con un componente della commissione.
Su richiesta del selettore la commissione puo' disporre la ripetizione del colloquio in sede collegiale. Nel caso in cui siano risultati positivi i test e sia risultato negativo il colloquio, questo e' ripetuto in sede collegiale. L'esito delle prove viene valutato dalla commissione cui compete il giudizio di idoneita'.
Con decreto del capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza sono approvati i test, predisposti da istituti pubblici o privati specializzati, differenziati in relazione alle funzioni dei ruoli per i quali il candidato concorre.
Qualora il numero dei candidati superi le mille unita', le commissioni di cui ai commi precedenti possono essere suddivise in sottocommissioni, unico restando il presidente, con l'integrazione di un numero di componenti pari a quello delle commissioni originarie e di un segretario aggiunto.
Le funzioni di segretario sono svolte da un appartenente al ruolo degli ispettori della Polizia di Stato o da un appartenente ai ruoli dell'Amministrazione civile dell'interno con qualifica equiparata, in servizio presso il Dipartimento della pubblica sicurezza.
Il giudizio di non idoneita', espresso dalla commissione per l'accertamento dei requisiti psico-fisici ovvero dalla commissione per l'accertamento delle qualita' attitudinali, e' definitivo e comporta l'esclusione dal concorso da disporsi con decreto motivato del Capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza.
I candidati idonei sono ammessi a sostenere le prove d'esame.

17/11/2007
(modificato il 27/01/2009)


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