Droga a Catania: in carcere la cosca "Cappello-Bonnacorsi"

Fruttava migliaia di euro lo spaccio di cocaina scoperto dalla Squadra mobile di Catania che questa mattina ha portato in carcere 26 mafiosi della cosca "Cappello-Bonnacorsi". Altre 11 persone, legate al gruppo criminale ma con ruoli minori, sono finite agli arresti domiciliari.

I quartieri "colonizzati" dai mafiosi erano San Cristoforo, Monte Po' e San Berillo Nuovo; ma la cosca si era espansa anche nell'hinterland organizzando una "piazza di spaccio" a Belpasso, ad una quindicina di chilometri dal capoluogo etneo.

Sull'organizzazione soffiava una macabra quanto inconsapevole ironia: i venditori di morte trasportavano la cocaina con le ambulanze di una onlus locale e nascondevano lo stupefacente dentro la loro base logistica un'agenzia di onoranze funebri. Le indagini degli investigatori hanno ricomposto la complessa filiera criminale tessuta tra il 2011 ed il 2013, con la ricostruzione dei legami tra la cosca principale, quella federata dei "Carateddi" e complici esterni al gruppo mafioso.

Il capo della Polizia Alessandro Pansa, dopo essere stato raggiunto telefonicamente dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, ha rivolto ai Questori di Catania e Caltanissetta il proprio compiacimento, ringraziando gli uomini e le donne della Polizia di Stato che, con il loro straordinario impegno e la loro professionalità, sono riusciti a disarticolare importanti frange criminose operanti a Catania e nell'hinterland etneo oltre che a decapitare importanti vertici di cosa nostra Gelese.
Il Prefetto Pansa ha riconosciuto come gli arresti effettuati siano il frutto di un generalizzato incremento delle attività investigative della Polizia di Stato e di una sempre costante attenzione ai fenomeni delittuosi associativi che affliggono alcune aree del nostro paese.
"Grazie a queste operazioni" riconosce Pansa "si realizzano importanti riaffermazioni della legalità che rinforzano la sicurezza del cittadino e garantiscono la costante presenza e vicinanza delle istituzioni in momenti comunque difficili per gli scenari interni ed internazionali".

24/11/2015