Gabriele Rossetti trionfa a Nicosia e vince la Coppa del mondo di skeet

Gabriele Rossetti sul podioLa Coppa del mondo di skeet si tinge del tricolore italiano grazie al tiratore delle Fiamme oro Gabriele Rossetti. Nonostante sia appena ventenne, il portacolori della Polizia di Stato inizia a mettere paura a campioni del calibro di Vincent Hancock, pluricampione olimpico (oro a Pechino 2008 e Londra 2012) che nella finale di Nicosia (Cipro) si è dovuto accontentare del secondo gradino del podio.

Gabriele Rossetti sul podioGabriele si è aggiudicato la Coppa di cristallo grazie a una gara perfetta, nella quale ha dimostrato grande tecnica e nervi d'acciaio.

Nella prima giornata di gara ha totalizzato 74 centri su 75, mentre nel secondo giorno di qualifiche ha abbattuto 48 piattelli. Tale performance gli ha permesso di accedere alla semifinale a sei con il punteggio di 122/125.

Grazie a un bellissimo 15/16 realizzato in semifinale, Gabriele ha agguantato il secondo biglietto per il gold match, nel quale ha affrontato il campionissimo statunitense Hancock, che aveva fatto registrare un perfetto 16/16.

Gabriele Rossetti delle Fiamme oro tiro a volo "Volevo fare il medal match con Hancock - ha raccontato Gabriele dopo la gara - me lo ero prefissato dal Mondiale di Lonato. Quando ho centrato l'obiettivo mi sono detto: adesso mi diverto, vediamo se riesco a battere il più forte. Per mia fortuna è andata proprio così".

Nello scontro finale a due, il poliziotto è stato perfetto: ha mantenuto sempre la concentrazione al massimo ed è riuscito a centrare tutti e 16 i piattelli, mentre lo statunitense ha commesso un solo errore che gli è stato fatale, decretando la sua sconfitta.

"È stato un anno grandioso in cui ho lavorato tanto. Il passaggio dalle gare junior a quelle senior non è stato traumatico. Per me i piattelli sono tutti uguali. Certo, sparare per una finale di Coppa del mondo un po' più di peso sulle canne te lo mette, però cerco di fare tutto con la stessa tranquillità".

Gabriele Rossetti in pedanaAltra grande affermazione per l'astro nascente del tiro a volo italiano che, dopo il bronzo mondiale vinto recentemente a Lonato, ha messo in bacheca un altro prestigioso trofeo, lo stesso vinto nel 1989 a Monaco da suo padre Bruno, poi bronzo olimpico a Barcellona 1992.

Anche il giovane Gabriele sta dimostrando di avere il Dna del campione, e come tutti i campioni guarda sempre avanti, la gara più importante è quella che deve ancora arrivare: "Ora un po' di riposo, ma poi torno al lavoro per il prossimo anno. Chissà che magari possa riuscire a realizzate il mio più grande sogno! Intanto ringrazio mio padre Bruno dal quale ho ereditato passione e talento per questo sport, il commissario tecnico Andrea Benelli, che mi ha dato la possibilità di dimostrare il mio valore, la Federazione e l'amministrazione della Polizia di Stato che mi sostengono quotidianamente".

21/10/2015
(modificato il 28/10/2015)