Poliziamoderna@Giffoni45: Selfie, la sicurezza stradale narrata ai giovani attraverso un cortometraggio

selfie
È stato presentato a Giffoni Experience 2015 il cortometraggio "Selfie", figlio di un progetto, Lo specchio rotto, nato in sinergia tra una rete di scuole del basso Garda, che vede coinvolti tre istituti bresciani, Calcinato, Desenzano II- Trebeschi, e Manerba- Valtenesi. Le tre scuole, medie che sommano al loro interno quasi 5.000 studenti (tra scuola materna, primaria e secondaria di primo grado), si sono gemellate in rete per condividere una progettualità di ampio respiro, con la collaborazione anche di studenti delle scuole superiore (ex alunni dei citati plessi scolastici) nata per condurre studenti e famiglie a riflettere in modo attivo sul tema della legalità. Per l'anno scolastico 2014/15 gli istituti hanno scelto di completare un percorso, già consolidato da anni, in materia di sicurezza stradale. Cinque docenti hanno costituito un gruppo di lavoro che, mettendo a frutto le diverse competenze professionali, ha saputo fare della scuola un laboratorio creativo, una sorta di grande cantiere che ha visto la partecipazione del microcosmo "scuola". Da un soggetto del regista, professore di tecnologia Renato Cipriani, sceneggiato a più mani dai docenti del gruppo, Selfie, è un cortometraggio che riempie i suoi venti minuti di volti non noti, di giovani ed intraprendenti studenti, docenti e genitori che hanno fatto di un video un match di squadra sottolineando in tal modo la vera valenza del progetto. Presente attivamente all'evento e in collaborazione con esso anche la polizia di stato, di cui abbiamo intervistato al riguardo una sua esponente, Eugenia Sepe, che ci racconta l'evento e gli obiettivi della Polizia di Stato qui a Giffoni.

Come nasce il cortometraggio Selfie, che cosa racconta e qual è l'obiettivo?
Selfie è nato dall'interazione fra delle scuole della provincia di Brescia che sono presenti sul lago di Garda e la polizia stradale di Brescia, in seguito a un progetto sulla legalità svolto presso queste scuole, sia presso la scuola primaria che presso le scuole medie, con il personale appunto della polizia stradale. Quindi non solo la sicurezza stradale, ma un progetto generale che ha riguardato la legalità in generale. L'idea è stata dunque, quella di realizzare un filmato nel quale venivano analizzati i comportamenti scorretti legati all'abuso dello smartphone alla guida e quindi consultazione di mail, invio di messaggi e selfie appunto che vengono scattati alla guida. La guida richiede invece particolare attenzione poiché si tratta di qualcosa di complesso.

Il cortometraggio è stato presentato in anteprima al Giffoni Experience dinanzi a una platea di giovani giurati del festival. Qual è stata la reazione del pubblico e quanto i ragazzi si sono dimostrati interessati alla cosa?
Il corto è stato molto apprezzato soprattutto perché il protagonista è un bambino di dieci anni, Jacopo Maffazioli che ha impersonato un bambino che ha perso i genitori in un incidente stradale quando era neonato e che ripercorre l'evento recandosi presso l'autore di quel gesto, trovando però un uomo solo, che in seguito a quell'incidente stradale si è ritrovato in sedia a rotelle, pagando anche lui per quell'errore. Errore dovuto a una guida sconsiderata, seguente a una ubriacatura e una notte in discoteca. L'uomo si stava facendo un selfie mentre era alla guida. I protagonisti sono i giovani, ma anche gli adulti, le famiglie che spesso danno dei cattivi esempi, non sono vicini ai propri figli. Si parla per questo di giovani d'oggi, delle difficoltà di comunicazione fra genitori e figli e dei conflitti generazionali. È arrivato moltissimo ai ragazzi perché i giurati di Giffoni sono intelligenti e bene in grado di riconoscersi nella storia che il film racconta. Questo, pertanto, è quello che noi chiamiamo linguaggio alla pari, quello che da anni la polizia stradale fa nelle scuole utilizzando questi video tutorial per parlare ai giovani col linguaggio dei giovani.

Su quali canali sarà distribuito il cortometraggio?
Per il momento il confezionamento che va ancora limato, sarà utilizzato come messaggio per la sicurezza stradale ad appannaggio della polizia di stato. Sarà utilizzato nei progetti che la polizia di stato fa nelle scuole. Vedremo se si riusciranno ad avere canali di distribuzione tali da raggiungere un pubblico più vasto, perché anche se è un prodotto artigianale, fatto da studenti e professori che lo hanno realizzato con grande entusiasmo e passione, sicuramente è un ottimo modo per veicolare un messaggio.
Giffoni però non è solo un cortometraggio, è stato per noi un appuntamento importante, per avvicinare i giovani. Giffoni per la polizia di stato è anche pulman azzurro, un pulman presente per tutta la manifestazione con la sua aula interattiva multimediale che da anni gira l'Italia ed è presente nelle manifestazioni frequentate dai giovani, dando l'opportunità grazie a un personale qualificato, di fare sicurezza stradale, attraverso i nostri video tutorial, i cartoni per il pubblico formato da bambini più piccoli. Ogni anno il pullman azzurro si arricchisce di nuovi contenuti, uno di questi negli ultimi tempi è il percorso per la simulazione della guida in stato di ebrezza con dei particolari occhiali che annebbiano la vista dando la sensazione di annebbiamento dovuto appunto allo stato di ebrezza. Un messaggio importante dedicato soprattutto ai ragazzi che stanno per prendere la patente e che devono essere consapevoli dei rischi a cui vanno incontro.

Sara Formisano

24/07/2015


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