"Questo non è amore", un convegno sulla violenza di genere

Si è svolto questa mattina, nell’aula magna della facoltà di lettere della “Sapienza, Università di Roma”, il convegno dal titolo “Questo non è amore”, che è il nome del progetto ideato dalla Polizia di Stato con lo scopo di prevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere.

Il convegno è stato moderato da Anna Maria Giannini, professoressa ordinaria alla facoltà di psicologia della Sapienza, e da Elisabetta Mancini, primo dirigente della Polizia di Stato in servizio presso la Direzione Centrale Anticrimine.

Dopo la testimonianza iniziale di Filomena De Gennaro, vittima di tentato omicidio e oggi costretta a vivere su una sedia a rotelle, è intervenuto il capo della Polizia Franco Gabrielli.

Nel suo discorso introduttivo (video), il Prefetto ha sottolineato: “Prima che sotto il profilo della repressione, il tema dev’essere affrontato sotto il profilo culturale. La repressione svolge la sua azione sugli effetti, la prevenzione sulle cause; quindi bisogna creare una condizione per la quale tutti siano partecipi di un percorso volto per prima cosa, non a reprimere chi compie determinati atti, ma a far sì che questi atti non avvengano. È uno dei reati meno rilevati - ha continuato Gabrielli - in cui la statistica a volte è fallace, perché c’è una sorta di ‘numero oscuro’ che è quello di chi non denuncia, di chi ha paura di essere ulteriormente vittimizzato, perché pensa alle conseguenze, alla vergogna, e a tutte le cose negative che potrebbero derivare dal denunciare, con la possibilità che da vittima di violenza potrebbe diventare anche vittima del sistema”.

Alla fine ha preso la parola il prefetto Vittorio Rizzi, che ha chiuso il convegno con alcune considerazioni sul tema della strategia di prevenzione della Polizia di Stato.

Non è un caso che l’incontro sia avvenuto alla vigilia della “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”, istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e celebrata il 25 novembre di ogni anno.

In particolare l’iniziativa mira a favorire l’emersione del fenomeno, troppo spesso nascosto in ambiti familiari, favorendo un contatto diretto con le potenziali vittime e offrendo loro il supporto di un’equipe multidisciplinare composta da operatori specializzati, presente in diverse città a bordo di un camper della Polizia.

Tutto questo perché non è sufficiente agire solo quando il reato si è consumato, ma è necessario intervenire prima, attraverso un’incisiva opera di informazione e supporto alla cultura di genere.

Durante l’evento si è parlato anche dei reati sentinella e del Protocollo Eva (Esame violenze agite), dei pregiudizi di genere, di violenza sessuale e femminicidio.

Per l’occasione la Polizia di Stato ha incaricato l’Istituto poligrafico zecca dello Stato, di realizzare un opuscolo sul tema della violenza di genere, da distribuire in tutte le questure italiane, proprio in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

24/11/2017