Agrigento: arrestato per violenze sui migranti

Arrestato dalla Squadra mobile di Agrigento un cittadino somalo rintracciato presso l’hotspot di Lampedusa per tratta di persone, sequestro, violenza, omicidio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L´uomo è sospettato di far parte di un´associazione criminale, armata, di carattere transnazionale, specializzata a commettere reati contro la persona.

In particolare l’uomo è stato riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie avvenute in Libia in una struttura dove i migranti vengono privati della libertà personale prima di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane.

Le indagini partite alla fine di maggio scorso, giorno dello sbarco a Lampedusa, sono state condotte dal Servizio centrale Operativo, dalle Squadre mobile di Palermo e Agrigento.

Anche la rivista Poliziamoderna aveva già nel 2015 affrontato, con un approfondimento ben dettagliato, la problematica degli sbarchi e del soccorso dei migranti.

Alcune dichiarazioni dei migranti vittime delle sevizie: “Al mio arrivo Mohamed il somalo era già nella struttura. lui picchiava i migranti. Si divertiva ad umiliarci e a farci pesare la sua supremazia. Mi ricordo che una volta lo stesso libico, a cui appartiene la struttura, lo ha ripreso perché ci picchiava così forte da ridurci in fin di vita”;

“Spesso mi costringevano a contattare telefonicamente i miei parenti e durante le comunicazioni mi colpivano ripetutamente con dei tubi di gomma”

“Mi è stato raccontato che poco tempo prima del mio arrivo tre migranti erano riusciti a fuggire. Due di questi sono stati riacciuffati e uccisi davanti gli altri reclusi… a bastonate”;

“Iniziarono subito a torturarci per costringerci a contattare i nostri familiari affinché inviassero il riscatto. Alla mia famiglia furono estorti 5mila dollari”

27/06/2017