Angelo Vicari

Angelo VicariNasce a Sant'Agata di Militello (Messina) nel 1908.

Entra nell'amministrazione civile dell'Interno nel 1931.

E' nominato prefetto nel 1946. Dal1948 al 1953 dirige la prefettura di Palermo, in un momento cruciale della lotta contro la banda Giuliano. Poi è prefetto di Genova dal 1953 al 1958 e di MIlano dal 1958 al 1960.

E' nominato Capo della Polizia il 10 ottobre 1960.

Assume l'incarico in un momento di grandi cambiamenti sociali e culturali, con i movimenti giovanili che si ritagliano un ruolo politico e con esso a volte un destino di conflittualità anche violenta con lo Stato.

Sul versante interno punta su due aspetti principali per l'innovazione della P.S.: la formazione e il coordinamento. Il 29 dicembre 1960 su sua proposta è istituita la divisione di Polizia Criminale, affidata ad un funzionario col rango di vice capo della Polizia. La struttura si avvale della collaborazione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza per lavorare in sinergia, sviluppando uno scambio di informazioni, di tecniche e di esperienze.
Dopo due anni costituisce prima a Palermo e Trapani, dove la mafia ha forti radici, i primi Centri di coordinamento interprovinciale estendo in seguito la rete al Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia, Puglia, Campania e Sardegna.

Dopo un anno dalla costituzione della Criminalpol nasce il 113, servizio di soccorso pubblico, pubblicizzato con lo slogan " La polizia al servizio del cittadino", che segna un'importante novità. La Polizia infatti senza intermediazione si avvicina alle fasce più deboli della società e alla loro richiesta di sicurezza.

Nel campo della formazione vuole spazzare via la vecchia immagine del poliziotto impreparato, incolto che si affida solo alla divisa per avere autorità. A questo proposito incentra il suo interesse sulle scuole di formazione che devono addestrare tecnicamente il personale, ma anche stimolare un processo di crescita culturale degli operatori fondandola sui vincoli costituzionali e sulla consapevolezza di dover essere utili agli altri.

Crea nel 1960 la divisione scuole e nel 1964 L'Accademia degli ufficiali di polizia. Per via delle intese con il ministero della Difesa, che consente ai neo ufficiali di Polizia soltanto di addestrare e inquadrare i reparti ma non di svolgere i compiti di polizia per i quali sono stati preparati, nasce il malcontento che indica tra gli obiettivi prioritari futuri la smilitarizzazione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.

Per la lotta alla criminalità potenzia la rete delle radiocomunicazioni e dota la pattuglie antirapina di auto capaci di competere per potenza e velocità con quelle dei rapinatori. E' di questo periodo l'assegnazione della famosissima Ferrari, con la quale il celebre maresciallo Spatafora compie spericolati inseguimenti che portano a un gran numero di arresti.

Il momento storico è molto delicato per l'ordine pubblico. Da una parte c'è la necessità, per le agitazioni di piazza, di adottare delle modalità di intervento più consone al particolare momento. Dall'altra il movimento studentesco che preso dai propri ideali di libertà assoluta si scaglia contro ogni simbolo di autorità. Nella polizia si vede il simbolo per eccellenza dell'autorità e negli scontri ci sono fitte sassaiole e lanci di bottiglie incendiarie.

Si decide di operare su due fronti. Il primo dotando gli agenti di scudi e elmetti in plastica dura e sostituendo il vecchio manganello rigido della Celere con uno più morbido in modo da causare minore danno. L'altro, diramando una circolare del Capo della Polizia che invita i funzionari a prendere contatto con i promotori delle manifestazioni per assicurarsi del pacifico svolgimento e in caso di incidenti raccomandando agli operatori massima calma e senso della misura. Le nuove forme di agitazione infatti prevedono violenza sui beni e talvolta anche sulle persone, con forti connotazioni psicologicamente provocatorie nei confronti delle forze dell'ordine.

Gli scontri di piazza con tutta la loro violenza hanno l'effetto di attirare l'attenzione della gente sulle condizioni di vita e di lavoro dei poliziotti. Le organizzazioni sindacali riconoscono i poliziotti come lavoratori ai quali, come tutti, si devono riconoscere diritti e dignità.

Il grande movimento giovanile esaurisce la sua spinta senza trovare un confronto con la politica e frantumandosi lascia un fertile terreno agli embrioni del terrorismo. Si sta affacciando una nuova stagione che porterà alla violenza del terrorismo di destra, con le sue stragi, e a quello di sinistra con l'avvento delle Br. Saranno gli anni di piombo.

Vicari termina il suo incarico il 28 gennaio 1973.

19/05/2011


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