La squadra mobile di Palermo “guarda” agli ultimi 25 anni di lotta alla mafia

La Squadra mobile di Palermo ripercorre gli ultimi 25 anni di attività coronati da tanti successi contro la mafia, con la cattura dei più pericolosi boss di Cosa Nostra, ma purtroppo non senza pagare un prezzo di sangue, con i tanti poliziotti rimasti vittime di uccisioni e attentati.

Per celebrare questo significativo anniversario, oggi nella struttura che ospita la Squadra Mobile, alla presenza del ministro dell’Interno Marco Minniti e del capo della Polizia Franco Gabrielli, è stato proiettato un filmato rievocativo del periodo, con le testimonianze di quanti hanno lavorato incessantemente alla sezione operativa.

"Da qui è passata non solo la storia della città, ma anche la storia di un impegno e di una dedizione fatta anche di amarezze, delusioni e sconfitte, ma con la voglia continua di andare avanti perche' si sapeva di stare dalla parte giusta". Queste le parole del prefetto Gabrielli, il quale ha poi proseguito "Questo è veramente il tempio, l'accademia, non solo dell'investigazione, ma di chi dedica la propria esistenza alla riaffermazione dei valori di legalità che, in fondo, sono la vera esistenza del nostro essere".

Durante la cerimonia sono stati consegnati dei riconoscimenti a poliziotti in pensione che hanno fatto parte della Squadra mobile di Palermo. Successivamente è stato scoperto, un busto bronzeo in memoria di Antonino Cassarà, che ha diretto la sezione investigativa dal 3 maggio 1980 al 6 agosto 1985, giorno in cui rimaneva vittima di un vile attentato mafioso.

Dopo la commemorazione, in questura, è stato ricordato Mario Brignone, dirigente della sezione catturandi, stroncato da un male incurabile nel 2010. Al funzionario è stata dedicata la Sala Riunioni della questura.

All’evento erano presenti anche tutti i dirigenti che hanno diretto la Squadra mobile del capoluogo siciliano dal 1993 ad oggi.

26/04/2018
(modificato il 27/04/2018)