Gabrielli in visita a Torino

Una giornata a Torino per il capo della Polizia Franco Gabrielli che questa mattina è intervenuto al convegno “Questo non è amore – Protocollo Eva” all’Auditorium Vivaldi.

Il “protocollo Eva” (Esame delle violenze agite) è una procedura operativa che consente, agli equipaggi di Polizia chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare.

Tutto questo attraverso un sistema che prevede la compilazione di un modulo che, anche in assenza di formali denunce, consentono di tracciare situazioni di disagio.

“La sfida per noi è quella di capire che tipo di sviluppo possono avere alcune condotte prodromiche ad altre più gravi e la realizzazione di una modalità d’ascolto protetta per le fasce deboli. Vogliamo promuovere una campagna di sensibilizzazione perché sono convinto che maggiore è il processo di civilizzazione e della crescita sociale della collettività e più si assiste al declino della violenza”. Così il direttore centrale Anticrimine Vittorio Rizzi durante il suo intervento al convegno.

Nei primi 45 giorni di applicazione del protocollo le segnalazioni sono state 279 e l’aggressore è in 252 casi uomo e 27 donna. L’età media è 39 anni e il sesso della vittima è principalmente femmina (in 239 casi). Dall’analisi dei dati emerge che l’aggressione avviene principalmente tra le mura domestiche (210 casi) e troppo spesso in presenza di minori (123 episodi).

Nell'intervento conclusivo il capo della Polizia ha dichiarato: "Il protocollo Eva ci consegna tre approcci significativi a mio parere: il tema dell’intelligente applicazione di una norma con lo sfruttamento della nostra banca dati che è in grado di archiviare diverse condotte illegali rispetto a reati a condotta plurima. Il tema culturale - ha proseguito il capo della Polizia - è la seconda questione perché nel protocollo ci sono dati utili allo studio che possono fornire elementi di conoscenza per intervenire sul substrato culturale. Il terzo approccio ha detto Gabrielli - è quello che vede la polizia primariamente  al fianco delle persone che subiscono violenze; una polizia di prossimità che esce dagli uffici e si rivolge alle vittime". (Foto) (Video)

La giornata del prefetto Gabrielli è proseguita con l’inaugurazione dei nuovi laboratori di genetica e chimica forense del gabinetto di Polizia scientifica, intitolati alla memoria del commissario di pubblica sicurezza Vincenzo Rosano. Prima però il capo della Polizia ha deposto una corona d’alloro al cippo dei caduti della Polizia.(Foto)

06/03/2017
(modificato il 09/03/2017)