Rapine a gioiellerie e banche, presa la banda dei "Rolex"

Un istante di una rapina ripresa dalla telecamera di sicurezzaGli agenti della Squadra mobile di Reggio Calabria hanno arrestato otto persone indiziate di appartenere al gruppo criminale che ha effettuato diversi colpi in Calabria e Sicilia. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alle rapine e furti di gioiellerie e istituti bancari, nonché di porto e detenzione abusiva di armi.

L'indagine, denominata "Rolex", è durata circa un anno ed ha preso il via dalla rapina effettuata a Siracusa la notte tra il 6 e 7 febbraio 2011. I criminali si erano introdotti in una gioielleria del centro attraverso un buco praticato nel muro e poi, utilizzando una fiamma ossidrica, avevano aperto una cassaforte asportando diversi oggetti di valore.

I malviventi agirono con relativa tranquillità in quanto avevano provveduto a tagliare il cavo telefonico che collegava l'allarme al 113 e ad asportare l'hard-disk nel quale erano memorizzate le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza. Non avevano tenuto conto però delle riprese effettuate dai sistemi di sorveglianza dei vicini esercizi commerciali, che hanno permesso agli investigatori di individuare alcuni dei responsabili.

Durante le perquisizioni eseguite in seguito nelle abitazioni di alcuni pregiudicati, tra cui i membri della banda, gli agenti della mobile hanno trovato un borsone nero, contenente una fiamma ossidrica, identico a quelli trovati sul luogo di un'altra rapina effettuata nel novembre 2012 sempre con la tecnica del buco.

Alla fine dei colpi i criminali avevano abbandonato sul posto gli arnesi utilizzati, contenuti appunto in borsoni neri, tranne la fiamma ossidrica, molto costosa e difficilmente reperibile sul mercato.

Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali gli investigatori riuscirono a capire che la banda stava per colpire ancora, e infatti il 14 marzo 2011 fu assaltata una banca di Reggio Calabria. Ma gli agenti li stavano aspettando e riuscirono ad arrestare in flagranza 4 componenti dell'organizzazione, tra i quali il leader.

In seguito gli investigatori hanno individuato un secondo gruppo composto da altri membri della stessa banda che avevano rapinato due gioiellerie, una a Reggio Calabria e l'altra a Milazzo. Anche questa volta sono state fondamentali le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza, dalle quali i poliziotti hanno riconosciuto uno dei malviventi, ripreso mentre costringeva il titolare a farsi aprire la cassaforte. Grazie ai video gli investigatori sono riusciti a risalire agli altri appartenenti al gruppo criminale.

29/11/2012