Furti di rame: intervista a Pietro Milone della Polfer

Pietro MiloneLa polizia ferroviaria è impegnata a contrastare il fenomeno dei furti di rame. Come? Lo abbiamo chiesto a Pietro Milone, dirigente Polfer che coordina l'attività dei gruppi specializzati.

Quanto preoccupa il fenomeno dei furti di rame e quali danni può provocare?
Il furto del rame è un fenomeno in forte crescita in tutta Europa. Sul mercato europeo questo metallo è molto richiesto e i suoi costi sono elevati, la quotazione è di circa 8000 euro a tonnellata. Se in Italia i furti sono raddoppiati bisogna tenere conto che in Germania sono addirittura quintuplicati. E' importante però sottolineare che, al di là dei danni economici che sono ingenti per le ferrovie, la sottrazione dei cavi di rame dai binari non mina la sicurezza delle ferrovie e dei passeggeri. Non c'è pericolo di incidenti. Il furto del metallo fa infatti scattare i meccanismi di sicurezza e sulla linea s'interrompe il circuito per il tempo necessario alla riparazione del guasto.

Come lavorano gli agenti specializzati e con quali aspettative?
Bisogna tenere presente che i furti di rame avvengono ovviamente di notte e la linea ferroviaria è lunga più di 16mila chilometri. E' difficile pertanto riuscire a contrastare il reato in flagranza, anche se qualche volta ci siamo riusciti. Noi puntiamo sul fatto che chi ruba il rame non può tenerlo, lo deve vendere e in genere lo comprano i grossi rivenditori. Per questo abbiamo fatto un monitoraggio di tutti i depositi di materiale ferroso e di rottami e i successivi controlli amministrativi, in particolare l'esistenza o meno della licenza commerciale.

La strategia quindi è quella di colpire i ricettatori?
Diciamo che l'attività si svolge sue tre livelli operativi. Il primo è quello di fermare gli autori dei furti; il secondo è quello contrastare il riciclaggio scoraggiando gli addetti ai lavori a comprare rame di dubbia provenienza e questo è anche un modo per rendere meno remunerativa l'attività dei ladri..

E come si scoraggiano i ricettatori?
Dal primo maggio al 20 novembre abbiamo denunciato 167 persone per ricettazione (gli altri dati in allegato). Sono tutti titolari di licenze di depositi di materiale ferroso. Il reato di ricettazione prevede la reclusione da 2 a 8 anni e con questo speriamo che si sparga la voce e la paura tra i grossi rivenditori che comprano metallo di sospetta provenienza.

Il terzo livello di cui parlava?
Con l'anno nuovo si opererà anche sul terzo livello che è quello dedicato all'esportazione del metallo (il 5 dicembre si è riunito per la prima volta a Varsavia un gruppo di lavoro europeo). Ci dedicheremo alle imprese di import ed export che, specie in Medio oriente, comprano il metallo titolare i paesi dell'Estremo Oriente, spesso già trattato e quindi senza sapere da dove viene.

Trattato in che modo?
Fuso, perché una volta fuso diventa irriconoscibile anche il rame della Rete ferroviaria italiana che è inconfondibile per i marchi e la fattezza del filo sagomato. Quando non è fuso è invece riconoscibilissimo perché è di esclusivo utilizzo delle ferrovie italiane. E i nostri agenti utilizzano uno strumento chiamato calibro millesimale che riconosce il diametro e lo spessore.

12/01/2007
(modificato il 19/12/2007)


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