i nuovi distintivi di qualifica

Per saperne di più

RELATIVAMENTE AL FUNZIONAMENTOI DELLA BANCA DATI
- Quali sono le finalità della raccolta dei dati e delle informazioni
- Quale norma ha istituito la banca dati delle forze di polizia
- A cosa si riferiscono le informazioni ed i dati raccolti
- Quali sono le procedure previste per la raccolta
- Chi può accedere alle informazioni raccolte nel Ced
- Quali sono le informazioni e i dati che non possono essere raccolti
- Chi controlla il Ced
RELATIVAMENTE AI DIRITTI DEGLI INTERESSATI
- Chi può inoltrare la richiesta di accesso alle informazioni del Ced
- Come viene fornito riscontro alla richiesta
- Ricorso all'Autorità Giudiziaria
- Ricorso all'Autorità Garante per la protezione dei dati personali
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
- Legge 01 aprile 1981, n. 121
- D.P.R. 03 maggio 1982, n. 378
- D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196
RELATIVAMENTE AL FUNZIONAMENTO DELLA BANCA DATI
- QUALI SONO LE FINALITÀ DELLA RACCOLTA DEI DATI E DELLE INFORMAZIONI
Il Ced provvede alla raccolta delle informazioni e dei dati che consentono al Dipartimento della Pubblica Sicurezza di attuare le direttive impartite dal Ministro dell'Interno e di espletare i compiti affidatigli dalla legge in materia di tutela dell'ordine, della sicurezza pubblica e di prevenzione e repressione della criminalità.
- QUALE NORMA HA ISTITUITO LA BANCA DATI DELLE FORZE DI POLIZIA
La Banca Dati delle Forze di Polizia è prevista dall'art. 8 della legge n. 121/1981 che ha istituito presso il Ministero dell'Interno apposito Centro Elaborazione Dati (Ced).
Allo stato, il Ced è allocato nell'ambito del Servizio per il Sistema Informativo Interforze (S.S.I.I.) della Direzione centrale della Polizia criminale (D.C.P.C.).
- A COSA SI RIFERISCONO LE INFORMAZIONI ED I DATI RACCOLTI
Le informazioni ed i dati raccolti si riferiscono a notizie risultanti da documenti conservati dalla pubblica amministrazione o da enti pubblici ovvero risultanti da sentenze o provvedimenti dell'A. G. o da atti concernenti l'istruzione penale o da indagini di polizia.
Possono essere raccolte anche informazioni e dati in possesso delle polizie degli Stati appartenenti alla Unione europea e di ogni altro Stato con il quale siano raggiunte specifiche intese.
- QUALI SONO LE PROCEDURE PREVISTE PER LA RACCOLTA
Le procedure per la raccolta dei dati e delle informazioni, per l'accesso e la comunicazione dei dati stessi nonché per la correzione o cancellazione dei dati erronei e la integrazione di quelli incompleti sono stabilite mediante regolamento.
- CHI PUÒ ACCEDERE ALLE INFORMAZIONI RACCOLTE NEL CED
Possono accedere alle informazioni e dati raccolti i soggetti autorizzati dall'art. 9 della legge n. 121/1981 (ufficiali di polizia giudiziaria appartenenti alle forze di polizia, ufficiali di pubblica sicurezza e funzionari dei servizi di sicurezza, agenti di polizia giudiziaria delle forze di polizia nonché, con i limiti previsti dalla legge, l'Autorità Giudiziaria), appositamente, abilitati in relazione ai diversi livelli di accesso. Può, altresì, eccedere al Ced (secondo le modalità, da ultimo, previste dagli art. 8 e 8 bis del DL 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125) la polizia municipale e la Capitaneria di porto. E' vietata ogni utilizzazione delle informazioni e dei dati raccolti nel Ced per finalità diverse da quelle previste dalla legge nonché, al di fuori dei casi previsti, ogni circolazione delle informazioni all'interno della pubblica amministrazione.
- QUALI SONO LE INFORMAZIONI E I DATI CHE NON POSSONO ESSERE RACCOLTI
E' vietato raccogliere informazioni e dati sui cittadini per il solo fatto della loro razza, fede religiosa od opinione politica o della loro adesione ai principi di movimenti sindacali, cooperativi, assistenziali, culturali, nonché per la legittima attività che svolgono come appartenenti ad organizzazioni legalmente operanti nei suddetti settori (art. 7, 2^ comma, legge n. 121/1981).
- CHI CONTROLLA IL CED
Il controllo sul Ced è esercitato, nei modi previsti dalla legge e dai regolamenti, dall'Autorità Garante per la protezione dei dati personali (www.garanteprivacy.it). Sull'osservanza dei criteri e delle norme previste per l'espletamento delle operazioni svolte dal Ced è, altresì, esperito un controllo da apposita Commissione Tecnica (art. 8, 3^ comma, della legge n. 121/1981).
RELATIVAMENTE AI DIRITTI DEGLI INTERESSATI
- CHI PUÒ INOLTRARE LA RICHIESTA DI ACCESSO ALLE INFORMAZIONI DEL CED
La richiesta deve essere effettuata dalla persona alla quale si riferiscono i dati, ovvero, se minore, dai genitori titolari della potestà genitoriale o dal tutore nominato dal Tribunale. Al di fuori dei suddetti casi, chi presenta istanza deve essere stato a ciò, appositamente, delegato dall'interessato.
L'atto di delega deve recare sottoscrizione autenticata della persona alla quale si riferiscono i dati. La richiesta è inammissibile se proviene da un soggetto non legittimato.
- COME VIENE FORNITO RISCONTRO ALLA RICHIESTA
Le determinazioni assunte sono, di norma, comunicate tramite posta, entro trenta giorni dalla (ricezione della) istanza. Se necessario, sarà fatta riserva di successiva comunicazione definitiva.
- RICORSO ALL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA
Chiunque viene a conoscenza dell'esistenza di dati personali che lo riguardano, trattati in violazione di disposizioni di legge o di regolamento, può chiedere al Tribunale del luogo ove risiede il titolare del trattamento dei dati (identificabile, per i casi di interesse, nel Tribunale di Roma) di compiere gli accertamenti necessari e di ordinare la rettifica, l'integrazione, la cancellazione o la trasformazione in forma anonima dei dati medesimi.
- RICORSO ALL'AUTORITÀ GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
La persona interessata può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali (per proporre eventuali reclami, segnalazioni o ricorsi ex art. 141, D. Lgs. n. 196/2003) se ritiene sussistenti violazioni della disciplina rilevante in materia di trattamento di dati personali o se intenda sollecitare un controllo dell'Autorità Garante sulla disciplina medesima.
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
» Legge 01 aprile 1981, n. 121
recante il "Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza", con particolare riferimento agli articoli 5 ("Organizzazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza"), 6 ("Coordinamento e direzione unitaria delle Forze di Polizia"), 7 ("Natura e entità dei dati e delle informazioni raccolti"), 8 ("Istituzione del Centro Elaborazione Dati"), 9 ("Accesso ai dati ed informazioni e loro uso"), 10 ("Controlli") e 11 ("Procedure")
» D.P.R. 03 maggio 1982, n. 378
recante l' "Approvazione del regolamento concernente le procedure di raccolta, accesso, comunicazione, correzione, cancellazione ed integrazione dei dati e delle informazioni, registrati negli archivi magnetici del centro elaborazione dati di cui all'art. 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121"
» D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196
recante il "Codice in materia di protezione dei dati personali", con particolare riferimento agli articoli 11 ("Modalità del trattamento e requisiti dei dati"), 53 ("Ambito applicativo e titolari dei trattamenti"), 54 ("Modalità di trattamento e flusso di dati"), 56 ("Tutela dell'interessato"), 57 ("Disposizioni di attuazione") e 175 ("Forze di Polizia").
21/01/2015


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