Calendario della Polizia 2011: parlano i giovani autori

Poliziotto e bambino foto backstage calendario 2011 Affidereste l'apertura del Festival di Sanremo ad una scuola di canto? Sarebbe un'operazione quantomeno coraggiosa.

Con lo stesso identico spirito la Polizia di Stato ha affidato la realizzazione del calendario ufficiale del 2011 all'Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione "Roberto Rossellini" di Roma, un "unicum" in Italia; una scuola che ogni anno diploma tecnici del mondo della tv e del cinema.

I ragazzi, liberi di esprimere la loro creatività, hanno presentato un "pacchetto chiuso" dove la Polizia ha fornito solo il supporto logistico per gli scatti.

La scommessa però è stata sicuramente vinta: il risultato è un calendario emozionale, di forte impatto visivo dove i ragazzi hanno ricostruito situazioni-tipo in cui gli adolescenti entrano in relazione con l'istituzione polizia.

Attraverso le immagini si "leggono" i sentimenti dei giovani e quelli dei poliziotti. Si costruiscono, dentro le ambientazioni, scambi di pensieri tra Istituzione e adolescenti, parole non espresse con l'unico fine di dimostrare che c'è la possibilità di "fare squadra", di creare "...più sicurezza insieme".

Per capire meglio come si è realizzato il progetto abbiamo incontrato il professor Antonio Fiorenza docente di tecnica fotografica ed alcuni alunni della scuola per farci raccontare la loro esperienza.

Professor Fiorenza, dopo la formalizzazione della collaborazione sono cambiati i punti di vista sulla Polizia? Con la presentazione del progetto i ragazzi si sono ricreduti ed hanno accettato la sfida di uno dei lavori più importanti che la Scuola abbia realizzato.

Quale è stato l'approccio con gli studenti per realizzare il calendario? Abbiamo adottato prima una procedura di analisi con la scomposizione letterale dello slogan: i concetti di "insieme" e "sicurezza" abbinati all'Istituzione polizia sino ad arrivare poi dalla parola all'immagine. È stato un grosso lavoro che ha avuto un enorme valore didattico.

Come docenti cosa vi ha interessato di questa iniziativa? La possibilità di poter valutare i ragazzi singolarmente e nel lavoro di gruppo in un impegno così importante.

Quali sono stati gli ingredienti del risultato ottenuto? Di base cerchiamo di accompagnare i ragazzi nella loro crescita professionale, quindi c'è una collaborazione tra docenti e allievi; ma soprattutto c'è la fiducia reciproca nelle capacità di ognuno. Inoltre in situazioni operative diventiamo una squadra nel raggiungere gli obiettivi. Infine lasciamo liberi i ragazzi di mettere in pratica le loro idee.

Dopo i professori abbiamo voluto sapere cosa ne pensavano alcuni dei 38 ragazzi che hanno partecipato all'iniziativa.

Come avete accolto l'iniziativa di creare un calendario per la Polizia di Stato? Lorenzo: è stata una sorpresa perché la maggior parte di noi vedeva la polizia con distacco e scetticismo e la sentiva lontana. Lavorare a questo progetto è stato invece un modo per avvicinarci a un mondo che non conoscevamo e per apprezzare le capacità e l'umanità dei poliziotti.

Quali sono state le idee che hanno guidato questo lavoro? Lorenzo: abbiamo lavorato sul concetto dei ragazzi insieme alla Polizia immaginando i poliziotti sia in attività operative che in aiuto alle persone in difficoltà.

Nel lavorare a fianco dei poliziotti la vostra idea di polizia e di sicurezza è cambiata? E se sì come e in che cosa?

Giorgia: con questo lavoro l'idea della polizia ha assunto un'altra dimensione passando da quella del poliziotto "sbirro" che interviene con durezza a quella del poliziotto che aiuta ed è vicino alla gente.

Cosa vi è piaciuto di più in questo impegno "istituzionale"?

Giorgia: ci siamo sentiti importanti e orgogliosi della fiducia che ci hanno dato.

C'è più sicurezza insieme è lo slogan che state mettendo in pratica. Cosa vi ha lasciato questo messaggio?

Federica: questa esperienza ci ha permesso di cambiare atteggiamento verso i poliziotti, di cancellare i pregiudizi ed avere più fiducia nel rivolgersi alla Polizia.

Qual è il messaggio che vorreste dare ai vostri coetanei con il calendario?

Federica: se noi siamo riusciti a cambiare la nostra opinione sulla polizia lo possono fare tutti, si può avere fiducia nelle istituzioni.

Siete arrivati alla fine del progetto manca solo di vedere il calendario distribuito. Quale è stata la vostra soddisfazione?

Federica: di aver realizzato un progetto importante attraverso le nostre idee. Siamo molto soddisfatti anche perché questo lavoro rimarrà nella storia della nostra Scuola e visibile anche agli alunni che verranno.

06/12/2010
(modificato il 07/12/2010)