Le celebrazioni del 158° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato devono rappresentare un'occasione, non solo per stilare consuntivi e bilanci dell'impegno volto a combattere il crimine, ma anche per esprimere forti e convinti sentimenti di vera riconoscenza e di sincero affetto verso le donne e gli uomini che, quotidianamente, vegliano sulla vita dei cittadini, garantendone tranquillità e libero esercizio dei diritti.
Non dobbiamo mai dimenticare, infatti, che dietro qualsiasi risultato conseguito nell'attività di ordine e sicurezza pubblica esiste solo il sacrificio, spesso estremo, di persone che, ben oltre i normali canoni dello specifico rapporto di lavoro ed in condizioni spesso proibitive, profondono il massimo impegno in difesa della gente che vive e lavora onestamente.
Tutto quello che di buono la Polizia di Stato realizza per la sicurezza del nostro Paese deve essere ascritto solamente alle donne e agli uomini che ho il privilegio di guidare ed ai quali va riconosciuto un tributo di infinita gratitudine.
Ecco perché una sia pur sommaria elencazione di dati e numeri che provino a sintetizzare mediaticamente la cifra dell'impegno dei nostri poliziotti, può rischiare di distogliere l'attenzione dal reale valore di queste donne e di questi uomini e di snaturare il senso di un lavoro fatto di tanti piccoli, ma importanti, gesti che ogni giorno ed ogni notte testimoniano l'attenzione dedicata dalla Polizia di Stato ai mille problemi che incidono sul sentimento di sicurezza di ognuno di noi.
Certamente, la luce dei riflettori degli organi di informazione illumina, prevalentemente, gli eventi importanti ed i numeri in grado di fare notizia ed attirare l'attenzione del grande pubblico.
Proprio in tale ottica, è doveroso rivolgere il nostro commosso pensiero all'immane tragedia che, poco più di un anno fa, ha colpito L'Aquila e la sua provincia, dove si è distinta la straordinaria opera di soccorso e di sicurezza pubblica assicurata dalla Polizia di Stato, attraverso un'attività, mai interrotta, che ha visto anche il collaterale impegno profuso per consentire ai "grandi" della terra, in occasione del G8, di rendersi direttamente conto degli incalcolabili danni causati dalla catastrofe tellurica.
Così come, anche sul fronte della lotta alla criminalità, le statistiche esprimono dati confortanti considerato che, solo nell'ultimo anno, si è registrata una diminuzione del 6% di tutti i delitti rispetto all'annata precedente.
Gli stessi dati sull'immigrazione clandestina, problema che attanaglia diversi Paesi Europei, dimostrano che al 31 dicembre del 2009 si è registrata una riduzione degli sbarchi rispetto al 2008 del 74% su base annua: 36.951 nel 2008, 9.573 nel 2009. Se poi consideriamo il periodo che intercorre dall'inizio dell'applicazione dell'accordo con la Libia, la diminuzione è stata addirittura del 90%.
Tra gli importanti risultati conseguiti una menzione particolare va poi rivolta all'incalzante ed ininterrotta serie di catture di pericolosi latitanti, portate a termine, sia nel nostro territorio che all'estero, nonché al sequestro e alla confisca di ingenti patrimoni illecitamente accumulati.
Di fronte ad un crimine sempre più organizzato e globalizzato, fondamentale importanza riveste la capacità della Polizia di Stato e delle altre Forze di polizia di interagire con intelligenza per il bene comune, sia nell'ambito dei confini nazionali, sia negli scenari internazionali.
Proprio in tali contesti esterni, il nostro Paese attua da tempo un'articolata strategia internazionale, fatta di accordi, protocolli, patti bilaterali e multilaterali, sottoscritti con decine di Stati stranieri, per moltiplicare l'impegno e rafforzare la lotta comune contro i nuovi e minacciosi fronti del crimine e del terrorismo.
È importante sottolineare come tale strategia trovi il suo punto di forza nella collaborazione internazionale, sempre più salda, che caratterizza le polizie dell'Unione europea. Proprio l'Europa, poi, assurge a tema di fondo del 158° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato: quest'anno, infatti, entra in vigore il Trattato di Lisbona, che innova l'organizzazione dell'UE e, in particolare, pone la sicurezza, insieme con libertà e giustizia, al centro delle priorità comunitarie. L'Unione europea, anche grazie alla clausola di solidarietà presente nel Trattato, sarà meglio attrezzata per combattere le organizzazioni che favoriscono l'immigrazione clandestina, la criminalità ed il terrorismo.
Nel novero dei ringraziamenti, un omaggio particolare deve essere rivolto alle donne della Polizia di Stato, che, da 50 anni, operano con un impegno e con una professionalità almeno pari a quella dei loro colleghi. La Polizia di Stato va molto fiera di loro, perché numerosi ed importanti successi sono stati conseguiti proprio con il contributo di intelligenza e capacità operativa che hanno apportato.
Negli ultimi anni la presenza delle donne è raddoppiata, arrivando a coprire, con successo, anche incarichi che in passato si consideravano ad esclusivo appannaggio degli uomini.
Da ultimo, ma l'ordine di citazione serve a sottolinearne l'assoluta preminenza nei nostri cuori, credo di interpretare i sentimenti del Paese intero nel rivolgere il più alto tributo di riconoscenza a quanti non hanno esitato ad immolare la propria vita per difendere la gente dal crimine.
Il nostro dovere morale è quello di non dimenticare mai, rimanendo vicini alle famiglie che li piangono ed onorandone la memoria; continuando a profondere il massimo impegno nella lotta al crimine per proseguire quel lavoro per cui nostri colleghi hanno sacrificato la propria esistenza terrena.
Il Paese sa bene che le donne e gli uomini della Polizia di Stato non si faranno intimidire e non arretreranno mai: forti della consapevolezza di svolgere una missione fondamentale per il bene della collettività.
Antonio Manganelli