Circa due anni fa venimmo a sapere che l'Esercito stava per demolire alcune Jeep Willys. Erano esemplari che il Genio Ferrovieri custodiva gelosamente dai tempi del dopoguerra poichè erano le uniche autovetture che con una modifica alle ruote erano in grado di muoversi anche sulle rotaie. Il Dipartimento della P.S., sull'onda della rinnovata sensibilità di questi ultimissimi anni nei confronti dei mezzi d'epoca, prese contatti con le autorità militari che si dissero disposte a cedere gratuitamente due esemplari della famosissima Jeep Ford GPW.
La parte meccanica
era pressoché perfetta, ma la carrozzeria aveva subito nel tempo una serie di modifiche che ne avevano alterato l'aspetto originale. Dallo
studio delle immagini dell'epoca infatti, e attraverso la consulenza di alcuni esperti, stabilimmo che la Polizia aveva usato le Jeep Willys
così come le aveva ricevute dalle truppe alleate, praticamente senza modifiche. Individuati gli interventi da fare, ci siamo messi alla
ricerca del materiale necessario, che siamo riusciti a trovare sia in Italia che all'estero. Non restava che pensare alla verniciatura. Tra la fine
degli anni quaranta e per tutti gli anni cinquanta, la Polizia utilizzava per buona parte dei suoi veicoli il colore rosso amaranto
scuro. Definire l'esatta tonalità impiegata era un'impresa quasi impossibile, poiché i campioni originali erano pochissimi e
spesso alterati dal tempo. Dopo un attento studio di tutti gli elementi disponibili, siamo tuttavia riusciti ad individuare una gradazione di rosso
amaranto molto vicina all'originale.
Rimaneva ancora un ultimo problema: le insegne. La nostra idea era quella di riprodurre una Jeep in dotazione al 1° Reparto
Celere di Roma nel 1949. Queste macchine erano caratterizzate da una grande scritta bianca "Reparto Celere" sotto il parabrezza.
Da una
circolare ministeriale
dell'epoca, avevo ricavato la grandezza esatta dei caratteri della scritta ma non sapevo come riprodurla. Scoprimmo di avere nel Reparto operativo
Stradale di Settebagni due "grafici" in servizio presso la mensa del Reparto. Un impiegato dell'amministrazione civile dell'Interno, infatti,
insieme ad un assistente capo della Polizia, si offrirono di realizzare la scritta ed in pochissimi giorni portarono a termine l'impresa. Non
contenti, riprodussero anche la targa anteriore e posteriore e le scritte da applicare sul vetro del parabrezza. Il tutto a costo zero.
Alla sua prima uscita ufficiale la Jeep vinse il concorso di eleganza per la propria categoria e risultò seconda assoluta
nella gara di regolarità. Qualche giorno dopo la Jeep faceva bella mostra di sé nell'ormai consueto "abbraccio" della folla alla
Festa della Polizia 2003.
Paolo Mazzini
Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato
Servizio Polizia Stradale