Prostituzione: riti Voodoo per sfruttare giovani nigeriane

Donna costretta alla prostituzione

Costringevano donne nigeriane a prostituirsi a Modena e in altre città del nord Italia con la minaccia di riti Voodoo. "Acquistate" direttamente in villaggi della Nigeria dalle famiglie di origine con somme oscillanti tra i 55.000 ed i 100.000 euro, venivano prima condotte a Parigi per un periodo di prova e poi trasferite a Modena per l'attività definitiva.

Un'organizzazione criminale nigeriana è stata smantellata dalla polizia di Stato nell'ambito dell'operazione "multilevel 4", terminata questa mattina con la notifica di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le persone risultano indagate per i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, e altri reati.

Particolari inequivocabili emergono dalle indagini avviate già nel 2006 e dalle perquisizioni effettuate presso le abitazioni degli indagati. Sono stati sequestrati dalla polizia documenti falsificati, telefoni cellulari, ingenti somme di denaro, profilattici e ricevute attestanti la spedizione in Nigeria e in Francia dei proventi delle attività illecite. Gli uomini della squadra mobile di Modena hanno, inoltre, sequestrato oggetti che servivano per assoggettare le donne con riti Voodoo di Ayelala.

Le giovani nigeriane avviate alla prostituzione dovevano riscattare il proprio prezzo di acquisto, e una volta affrancate, potevano scalare la gerarchia e diventare cosi "madame" di primo livello, iniziando a gestire direttamente nuove donne. Questo permetteva di alimentare un circuito illecito che poteva sempre contare su nuove risorse umane e che aveva assunto una posizione di assoluta preminenza sul territorio modenese nella gestione della prostituzione.

Le indagini, coordinate dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine, sono state effettuate con servizi di vigilanza, operazioni di appostamento e pedinamento, e con ininterrotte operazioni di sorveglianza elettronica e digitale portando all'arresto complessivo di 20 persone; altre 10 sono state denunciate all'autorità giudiziaria.
28/05/2007
(modificato il 19/12/2007)


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