Venezia: costringevano giovani ungheresi a prostituirsi

Reclutavano giovani ragazze, appena maggiorenni, in Ungheria per poi farle prostituire in Veneto, soprattutto sulla strada statale "Terraglio" che collega Mestre a Treviso.

La Squadra mobile di Venezia nella notte ha arrestato tre persone mentre due sono ancora ricercate e per una cittadina ungherese è stato disposto il divieto di dimora nelle provincie di Venezia e Treviso.

Si tratta di componenti di un'organizzazione albanese-ungherese che operava in Veneto.

Gli accertamenti sono iniziati nel gennaio dello scorso anno quando nella zona di Mestre, alcune ragazze intente a prostituirsi erano state aggredite da due uomini che rivendicavano la "proprietà" di quei posti e per tale motivo pretendendo il pagamento di 50 euro al giorno per ognuna di loro.

Il capo del gruppo era un albanese di 35 anni, il quale, insieme ai suoi gregari, controllava le donne sul luogo di lavoro, impartiva disposizioni su come e quando lavorare, dissuadeva, anche con violenza, eventuali concorrenti per garantire il mantenimento del posto in strada e intascava tutto il guadagno delle "schiave del sesso".

Gli indagati oltre a controllare le ragazze che dovevano intrattenersi per non più di 10 minuti col cliente, le avvisavano dell'eventuale passaggio di auto con i poliziotti, facendole nascondere oppure prelevandole e cambiandole di postazione.

Gli agenti durante le indagini hanno accertato anche transazioni di denaro tramite agenzie di money transfer per svariate migliaia di euro, con frequenza quasi giornaliera.

27/08/2013
(modificato il 29/08/2013)


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prostituzione - arresti