Otto marzo: la divisa in rosa

-Sono sempre di più. Ricoprono tutti i ruoli: ordinari, tecnico-scientifici fino a quelli dirigenziali. Attualmente le donne in Polizia sono 14.934 e svolgono il loro lavoro con forte motivazione, professionalità e competenza.

Entrate in Polizia nel 1960, nel vecchio "Corpo femminile", inizialmente avevano "solo" compiti dedicati alla tutela dei minori.

Nel 1981 il nuovo ordinamento dell'amministrazione della Pubblica Sicurezza (legge n. 121) ha previsto ufficialmente la pari opportunità di carriera tra personale maschile e femminile.

Le donne che vestono la divisa si impegnano in ruoli importanti, cercando di trovare il giusto equilibrio tra carriera e vita privata.

Non sempre è facile però. Si sono fatte largo nelle Squadre mobili, dove in molti casi dirigono le sezioni minori, nelle Digos, girano in motocicletta, calzano "i centauri", i tipici stivali della polizia stradale, amano stare sul campo: in aria come in acqua. Il 34 per cento della forza femminile complessiva, più di un terzo dunque, risulta in forza presso le quattro specialità della Polizia di Stato: Stradale, Ferroviaria, Frontiera, Postale e i Reparti speciali.

Rilevante anche la presenza nei ruoli tecnico-scientifici e professionali di cui le donne rappresentano oltre il 30 per cento: ci sono disegnatrici di identikit, dattiloscopiste, analiste di laboratorio chimico e biologico, medici legali e psicologhe specializzate. Ricoprono impieghi ritenuti, fino a qualche tempo fa, tipicamente maschili: una è tiratore scelto, 64 lavorano nei reparti volo, altre 4 sono artificieri, cioè intervengono dove c'è un pericolo di esplosione o per disinnescare un ordigno.

08/03/2011


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