Mafia: un “;crash”; per i fedelissimi di Provenzano

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operazioneArrestati esponenti di Cosa Nostra riconducibili alla rete di favoreggiatori del boss Bernardo Provenzano. Le persone fermate devono rispondere di reati che vanno dall'associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, alla detenzione di armi, all'intestazione fittizia di beni.

Un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 affiliati alla famiglia mafiosa di Bagheria è stata eseguita questa mattina, in un'operazione congiunta tra agenti della Squadra mobile di Palermo e i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale.

L'operazione è stata denominata "Crash", dal nome di un'officina per la demolizione delle auto dalla quale partirono le indagini tra il 2005 e il 2006. La Squadra mobile e il Nucleo investigativo dei Carabinieri già all'epoca cercavano di risalire ai fiancheggiatori che coprivano la latitanza del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano.

Il personaggio di maggiore spicco coinvolto nell'inchiesta è Simone Castello, 60 anni, di Villabate (Palermo), già condannato per associazione mafiosa e sottoposto a misure di prevenzione. Insieme al padre Leonardo, Simone Castello gestiva il deposito di autodemolizioni sulla strada statale 113, alla periferia di Bagheria, ritenuto il punto d'incontro fra gli indagati e per questo messo sotto controllo con microspie dagli investigatori.

L'attività investigativa ha consentito di ricostruire i numerosi interessi economici del "mandamento" mafioso di Bagheria e il ruolo di primo piano all'interno di Cosa Nostra svolto dagli indagati.

Della rete di fiancheggiatori avrebbero fatto parte anche Massimiliano Ficano (cognato di Castello), Giuseppe Comparetto e Stefano Lo Verso, considerati anelli terminali della catena di favoreggiatori di Provenzano.

01/12/2009
Parole chiave:
mafia - arresti