Salto

Nel salto con gli sci gli atleti scivolano su un trampolino e spiccano il volo con l'obiettivo di atterrare il più lontano possibile.

Oltre alla lunghezza del salto, ai fini della classifica definitiva, viene valutato anche lo stile di esecuzione, cioè la stabilità degli sci durante il salto, il bilanciamento, la posizione del corpo e l'atterraggio; per questi parametri la giuria assegna un punteggio che va da 1 a 20.

Le prove si dividono in K90 e K120 maschile individuale e K120 maschile a squadre. Le sigle K90 e K120 classificano i trampolini in base alla distan­za in metri tra la loro parte terminale e il punto critico di atterraggio, segnalato da una linea. Ai saltatori vengono assegnati 60 punti se atterrano sulla linea. Per ogni metro in meno o in più, gli vengono sottratti o aggiunti 1,8 punti.

Le gare si svolgono in due giornate, e nella seconda accedono i migliori 30, che hanno due salti a disposizione.

Il salto si compone di quattro fasi: discesa, stacco, planata e atterrag­gio. Durante la planata, l'atleta unisce le code degli sci, in modo da formare una "V", e inclina il corpo in avanti a circa 45°; le braccia sono portate indietro, lungo i fianchi, con il palmo delle mani rivolto verso l'al­to, e vengono utilizzate come i flap degli aerei.

L'atterraggio deve avveni­re in telemark, posizione che deve essere mantenuta per almeno 15 metri.

 

 

 

 

08/02/2018


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