Furti per un milione di euro, presi ladri seriali di materiale edile

Depredavano aziende del settore edile che, a causa degli ingenti danni provocati dai furti subiti, molto spesso finivano sul lastrico, ma amavano la loro famiglia e il fine settimana non “lavoravano” per stare con i propri cari.

Al termine dell’operazione “Strascico” gli investigatori delle Squadre mobili di Ragusa, Enna e Catania, hanno eseguito 13 delle 17 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura della Repubblica di Ragusa.

Gli arrestati sono accusati di far parte di una banda specializzata in furti commessi con violenza sulle cose, aggravati dall’aver provocato alle vittime danni patrimoniali di rilevante gravità.

I criminali razziavano tutto ciò che trovavano: camion, escavatori, gru, bobcat, ruspe, attrezzature per lavori edili, pezzi di ricambio, ma anche indumenti o generi alimentari come vino, prodotti caseari e salumi, per un valore complessivo superiore al milione di euro.

L’indagine, iniziata nel novembre dello scorso anno e conclusa a maggio, ha preso il via dopo il furto commesso il 29 novembre 2016 ai danni di un’azienda edile di Comiso, la quale subì un danno per oltre 500mila euro e che per questo finì sul lastrico.

L’attività investigativa avviata dagli uomini della Squadra mobile ragusana e del commissariato di Comiso, ha permesso di individuare una delle auto utilizzate dai criminali, risultata poi appartenere a uno degli indagati.

L’utilizzo delle intercettazioni telefoniche ha consentito poi di identificare un certo numero di possibili appartenenti al gruppo di ladri che avevano messo a segno almeno 20 colpi nelle province di Ragusa, Catania, Siracusa, Enna, Messina, Caltanissetta e Palermo.

Gli indagati si incontravano a Catania, in piazza Caduti del Mare, che era diventata il loro punto di ritrovo abituale dove sceglievano gli obiettivi e pianificavano i furti.

Per sviare eventuali indagini, i ladri parlavano in codice, simulando battute di pesca (da qui il nome dell’indagine), mentre il denaro da spartirsi era il pesce.

Il gruppo molto numeroso non agiva in associazione ma si costituiva di volta in volta cambiando parte dei “pescatori” al posto di altri.

Sempre dal loro quartier generale partivano per mettere a segno i colpi, pianificando tutto nei minimi particolari e desistendo al primo elemento di disturbo. Il tutto rigorosamente nei giorni feriali perché il fine settimana era sacro, da dedicare solo alle famiglie.

Durante l’indagine è stata recuperata parte della refurtiva come 15mila euro in contanti, 20mila litri di vino (per un valore di circa 40mila euro), un escavatore, un autocarro e un carico di raccorderia e rubinetteria.

Alle attività conclusive dell’operazione hanno partecipato circa 120 poliziotti delle Squadre mobili di Ragusa, Catania ed Enna, Polizia scientifica, Reparti prevenzione crimine e Unità cinofile di Catania e Palermo.

12/10/2017


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