L'Aquila: migranti maltrattati nella casa famiglia

Minori ospitati all’interno di una casa famiglia a L’Aquila subivano ripetuti maltrattamenti da parte di due dipendenti della struttura arrestati, stamattina, dagli uomini della Questura del capoluogo abruzzese.

Madre e figlio sono stati posti agli arresti domiciliari perché sottoponevano a continue violenze sia fisiche che psicologiche giovani provenienti dal continente africano, ospiti della struttura di accoglienza che gestivano.

Le indagini sono state avviate in seguito ai racconti che alcuni giovani, che avevano raggiunto la Capitale proprio per sfuggire dalla casa famiglia, avevano fatto agli investigatori relativamente al trattamento che gli veniva riservato.

La doccia calda si poteva fare solo per un’ora al giorno; una volta, per punizione, un giovane è stato costretto a fare una doccia gelata fuori dalla struttura e poi attendere tutta la notte fuori al freddo con addosso solo la propria biancheria intima; molti ragazzi hanno raccontato, inoltre, che spesso per punizione non veniva data loro la cena anche per diversi giorni.

Un'altra punizione inflitta ad alcuni ospiti del centro è stata quella di non corrispondere la diaria per 3 settimane, costringendo tuttavia quest’ultimi a firmare come se l’avessero presa.

Nel corso delle perquisizioni ad uno dei due operatori, nello specifico al figlio della donna, sono stati sequestrati coltelli, tirapugni, una balestra e tesserini di riconoscimento delle forze di Polizia.

Le riprese delle telecamere hanno permesso di accertare anche violenze fisiche a cui i ragazzi venivano sottoposti.

13/07/2017


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