Roma: presi gli stupratori della Caffarella

Autovetture della Polizia di Stato impegnate in un operazione per contrastare la criminalità I responsabili dell'aggressione e dello stupro sulla ragazzina di 14 anni compiuto a Roma nel parco della Caffarella sabato scorso, sono stati fermati nella notte dagli uomini della Squadra mobile di Roma in collaborazione con quelli del commissariato romano di Primavalle e un gruppo di poliziotti rumeni specializzati.

Si tratta di due cittadini rumeni: Alexandru Isztoika Loyos di 20 anni e Racz Karol di 36 anni. Il ventenne è stato fermato a Roma, nel pomeriggio di ieri, insieme ad altri sette connazionali. Quando è stato riconosciuto dalla ragazza aggredita, ha confessato ed ha fornito indicazioni per arrivare al suo complice. Il secondo, il 36enne, è stato fermato nella notte a Livorno ed è stato subito portato a Roma. Stava per fuggire in Spagna. Secondo gli investigatori, Racz Karol sarebbe coinvolto in un altro stupro, quello avvenuto a gennaio sempre a Roma, al Quartaccio, ai danni di una donna di 40 anni.

"Erano soliti andare in giro per i parchi per rapinare i passanti", ha spiegato il capo della Squadra mobile romana Vittorio Rizzi. "Il 20enne rumeno - ha aggiunto - ha raccontato che avevano avvicinato la coppia per rapinarla ma che poi avevano trovato la ragazza molto carina. Da qui sarebbe nato il proposito di abusarne". Di notevole importanza è stato anche l'utilizzo dell'archivio fotografico ("Decisiva risorsa della squadra mobile") per fare luce sullo stupro di sabato al Parco della Caffarella. Gli investigatori della polizia - ha ricordato Rizzi - hanno lavorato su "un album dei frequentatori dei parchi, anche con l'aiuto della Forestale", riuscendo così a selezionare i sospettati e ad affinare la ricerca su due romeni indicati dai ragazzini vittime dell'aggressione.

"Un lavoro da veri poliziotti''. Dichiara il questore di Roma, Giuseppe Caruso, nel commentare la conclusione dell'indagine, che a Roma e' anche la conclusione di un incubo. Caruso ha voluto sottolineare tra l'altro, che i due accusati non hanno mai acceso i cellulari rubati alle vittime. Il lavoro della Squadra mobile, in sostanza e' partito dalla descrizione fatta dai due fidanzatini ed e' arrivato, tassello dopo tassello, ai due rumeni ricercati in quasi tutti i campi nomadi della citta'.

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni si è congratulato con il capo della Polizia Antonio Manganelli e con il questore di Roma Giuseppe Caruso "La celerita' con cui si e' arrivati al fermo dei due presunti responsabili -ha sottolineato il Ministro- ha impedito che uno dei due fuggisse all'estero per sottrarsi alla cattura".

"A collaborare alle indagini è stato anche un gruppo di poliziotti rumeni specializzati - ha detto il funzionario della polizia di Bucarest - Ma se bisogna aumentare il numero, la Romania è disponibile. La cooperazione non finisce qui".

Il capo della Polizia Antonio Manganelli ha sottolineato l'importanza della collaborazione offerta dalla polizia rumena: "L'esperienza sul campo condivisa tra la polizia italiana e quella rumena nella brillante indagine che ha portato all'arresto degli stupratori della Caffarella è solo uno dei punti di partenza verso l'obiettivo della sconfitta del fenomeno criminale straniero". Manganelli ha inoltre telefonato al capo della polizia rumena, Petre Toba, per esprimere i ringraziamenti del ministro Maroni.

18/02/2009
(modificato il 27/07/2009)


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caffarella - stupro