Reggio Emilia: il prefetto Gabrielli al convegno su "La valutazione del rischio terrorismo"

Si è parlato di terrorismo attraverso un approccio multidisciplinare di polizia, criminologico e psicologico, al convegno organizzato dalla questura di Reggio Emilia, dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e dall’associazione Onlus “Psicologi per i Popoli”.

“La valutazione del rischio terrorismo e il profilo del potenziale attentatore in una prospettiva di prevenzione”, questo il titolo del dibattito, che si è svolto questa mattina presso Palazzo Spalletti Trivelli a Reggio Emilia; Nello specifico è stato affrontato il concetto attuale di terrorismo nei suoi diversi aspetti basandosi sui più recenti strumenti conoscitivi e sulle più avanzate prassi operative.

Al convegno è intervenuto il capo della Polizia Franco Gabrielli e il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho. Hanno preso parte ai lavori Vittorio Rizzi – direttore centrale anticrimine e Lamberto Giannini – direttore centrale della polizia di prevenzione, e i massimi esperti del mondo accademico. Quest’ultimo, nel suo intervento ha sottolineato come “la sensibilità e l’attenzione sono le armi su cui puntare per la prevenzione del fenomeno del terrorismo”, e come sia necessaria l'assoluta collaborazione di tutte le forze in campo. Ha proseguito dicendo che “Quest’anno sono state allontanate dal territorio nazionale 47 persone che vengono comunque monitorate e seguite nei loro spostamenti e contatti; questa è una nuova attività di contrasto al terrorismo”.

Il prefetto Rizzi ha invece illustrato i due progetti “Blink” e “PIN’s - PreAttack indicators - segnali di pericolo imminente” nati da uno studio scientifico e sociologico con lo scopo di andare oltre la realtà e vedere i segnali premonitori di un attacco. “Si tratta di un programma di formazione destinato ai poliziotti per sfruttare a pieno le potenzialità del loro pensiero intuitivo nel cogliere l’attimo. L’obiettivo è quello di aumentare la soglia dell’attenzione e aiutare il poliziotto ad avere una percezione più profonda” – ha spiegato Vittorio Rizzi.

“La sicurezza assoluta non esiste, tutti noi abbiamo la consapevolezza del rischio che stiamo correndo. Questo non vuol dire però che dobbiamo cambiare le nostre abitudini e limitare le nostre libertà, come vorrebbero questi criminali. Il nostro Paese, sotto il profilo degli apparati e del sistema normativo è all’avanguardia, ma senza una partecipazione consapevole tutto ciò non può essere sufficiente”. Queste le parole del capo della Polizia Franco Gabrielli che ha concluso la mattinata dei lavori.

Nel pomeriggio ci saranno gli interventi di esperti della Polizia scientifica e di autorità del mondo accademico.

Donatella Fioroni

21/05/2018
(modificato il 22/05/2018)