Il test del Dna viene sempre
più spesso utilizzato nelle aule giudiziarie come prova inequivocabile di colpevolezza. Le tracce biologiche raccolte sulla scena del
crimine, come un capello, una goccia di sangue o di saliva, diventano indizi che consentono di risalire con certezza ad un
unico individuo. Soltanto due gemelli identici, infatti, presentano lo stesso codice genetico, che altrimenti si differenzia da
persona a persona.
Dal 1985 il laboratorio di Indagini biologiche della Scientifica svolge attività di analisi del Dna sia nucleare che mitocondriale, utilizzando metodi di estrazione, quantificazione e amplificazione del codice genetico. Le molecole di una piccola regione di Dna possono essere "fotocopiate" attraverso sostanze fluorescenti che consentono così di individuare la sequenza esatta dei punti caratteristici che determinano l'impronta genetica. L'obiettivo principale è quello di confrontare il profilo della traccia biologica con quelli già analizzati in altri casi giudiziari, in modo da individuare eventuali collegamenti.