Mediazione culturale: campagna contro il razzismo

particolare della copertina di un opuscolo contro razzismo, antisemitismo, xenofobia e intolleranza presentato dalla Questura di NuoroIn Giappone sorridere mentre si ascolta significa disaccordo mentre tenere gli occhi abbassati è un segno di rispetto così come in Africa e in Asia. Muovere la testa per dire "no" in India significa "si" e ancora leccarsi le dita durante un pasto, in Marocco, significa "sono sazio". Sono alcuni esempi curiosi di comportamenti, magari diversi dai nostri, ma tipici di altre culture e altri popoli contenuti in un opuscolo che sarà distribuito nelle scuole medie e superiori della provincia di Nuoro.

"Amici per la pelle", questo il titolo dell'opuscolo stampato il 34 mila copie, nato per sensibilizzare i giovani invitandoli a riflettere, imparare, viaggiare e dimostrarsi curiosi verso altre culture. Tutti modi per vincere l'intolleranza, il razzismo e la diffidenza verso gli stranieri. La campagna di educazione interculturale promossa dalla questura di Nuoro serve anche a ricordare gli articoli della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Primo fra tutti l'articolo 3 che sottolinea che "tutti hanno uguale dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali".

Conoscersi per arricchirsi

Lo scopo dell'iniziativa è quella di promuovere la capacità di convivenza in una società oggi sempre più multi-culturale. L'Italia infatti, Paese da cui molti connazionali sono emigrati negli anni scorsi, è oggi terra di approdo di persone provenienti da tutto il mondo, in particolare dal Sud e dai Paesi dell'Est. Educare i ragazzi ai valori di una società interculturale significa anche mediare e arricchirsi reciprocamente.

Nell'opuscolo sono riportati infatti alcuni esempi delle scoperte e dei progressi che ogni civiltà ha prodotto per arrivare ad essere quelli che siamo oggi. I cinesi per esempio inventarono la stampa su carta nell'800 d.C. ben 600 anni prima degli europei e il primo ospedale organizzato fu costruito a Damasco in Siria. Non solo, a Babilonesi, Ittiti, Egiziani, Fenici dobbiamo le principali conoscenze sui numeri, sull'alfabeto, sull'algebra e la matematica.

11/01/2008
(modificato il 05/03/2008)


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