Antonio Manganelli incontra il generale Dozier

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Antonio Manganelli incontra il generale DozierIl capo della Polizia, Antonio Manganelli, riceve in visita al Viminale il generale statunitense James Lee Dozier rapito dalle Brigate Rosse a Verona il 17 dicembre 1981. Dopo 25 anni dalla sua liberazione Dozier torna in Italia per incontrare il capo della Polizia italiana che ha il merito di essere riuscita a trovare il luogo in cui era tenuto prigioniero e a liberarlo.

L'alto ufficiale era, all'epoca, il capo dei servizi logistici e amministrativi della Nato in Italia e venne sequestrato nel suo appartamento, intorno alle 18, da quattro uomini vestiti da idraulici. Pur non essendo al corrente di particolari segreti di carattere strategico il generale conosceva alla perfezione la struttura intera dell'organizzazione atlantica e in particolare delle basi operative in Italia.

Le indagini partirono immediatamente dopo il suo sequestro e la successiva rivendicazione dei brigatisti. Dagli Stati Uniti giunsero in Italia esperti antiterrorismo e della Cia. Gli investigatori proseguirono le indagini - coordinate dall'Ufficio centrale per le investigazioni generali e le operazioni speciali (Ucigos) - fino al giorno della svolta. Il 26 gennaio 1982 una delle tante persone fermate crollò durante l'interrogatorio rivelando il posto dove il generale era tenuto prigioniero. Due giorni dopo, il 28 gennaio 1982, Dozier fu liberato a Padova grazie ad un intervento del Nucleo operativo centrale di sicurezza (Nocs) composto da agenti super specializzati. Sono le cosiddette teste di cuoio italiane, create durante il sequestro Moro, e che da allora si addestrano per operazioni ad alto rischio. Dall'irruzione alla liberazione dell'ostaggio passarono esattamente 90 secondi. Il generale americano pare che disse solo: "wonderful, ok Police".

31/10/2007
(modificato il 19/09/2008)
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